Mentre si moltiplicano gli sforzi diplomatici per evitare l’intervento armato degli Stati Uniti, in Siria si continua a morire e le parti in lotta si lanciano reciproche accuse sull’uso delle armi chimiche. Il consigliere politico dell'ufficio di presidenza siriana, Bouthaina Shaaban, ha accusato l'opposizione di aver condotto l'attacco chimico del 21 agosto vicino a Damasco. «L'opposizione ha rapito uomini e bambini dai villaggi di Latakia e li ha portati nella zona di Ghouta vicino a Damasco. Qui sono state usate armi chimiche contro di loro», ha dichiarato in un'intervista a Sky news in arabo. Shaaban ha quindi chiesto all'Occidente di aspettare i risultati dell'indagine condotta dagli ispettori delle Nazioni Unite sull'uso di armi chimiche in Siria. Di tutt’altro avviso, ovviamente, l’opposizione: «Il ritardo nell'attacco degli Stati Uniti ha dato il tempo al regime per trasferire e nascondere le sue forze e le armi chimiche tra la popolazione nel sud» ha affermato Abu Mohammed al-Naimi, uno dei comandanti dell'Esercito libero siriano (Esl). «Quando scatterà l'attacco tutte le basi militari e le strutture governative saranno vuote», ha aggiunto. Il regime di Bashar al-Assad avrebbe spostato tra ieri e lunedì circa diecimila soldati e diversi convogli che si ritiene potrebbero contenere armi chimiche nelle città di al-Swaydeh e Basr al-Sham, nella Siria meridionale. Il premier britannico Cameron, dopo la sonora bocciatura in Parlamento sull’intervento militare, ha detto ieri che ci sono nuove prove sull’uso di gas. «Stiamo esaminando proprio ora alcuni campioni prelevati da Damasco nel laboratorio di Porton Down che mostrano ulteriormente l'uso di armi chimiche in quel quartiere di Damasco» ha detto alla Bbc dal G20 di San Pietroburgo. Una fonte britannica ha aggiunto che un frammento di terreno e un campione di abito prelevati dal sito del presunto attacco chimico alle porte della capitale è risultato «positivo al sarin». Secondo gli 007 tedeschi, il pesante bilancio dell’attacco del 21 agosto potrebbe essere stato causato da un errato dosaggio dei componenti chimici. Lo ha dichiarato Gerhard Schindler, direttore del servizio di intelligence tedesco all'estero, Bnd, durante un incontro riservato con i parlamentari tedeschi. Secondo lo Spiegel, Schindler ha confermato che l'attacco sembra frutto delle forze governative, anche se ancora non c’è una prova assoluta. Intanto il vice segretario generale delle Nazioni unite per gli Affari umanitari, Valerie Amos, è a Damasco per colloqui con funzionari del governo siriano mirati a ottenere accesso ai civili intrappolati nelle zone in cui sono in corso combattimenti. Dopo aver incontrato il presidente della Mezzaluna rossa siriana, Amos ha detto di essere «estremamente preoccupata per il fatto che la situazione sul terreno stia peggiorando». Ieri un’autobomba ha causato almeno 4 morti a Damasco mentre Medici senza frontiere ha comunicato che un chirurgo siriano che lavorava per l’organizzazione, Muhammad Abyad, 28 anni, è stato ucciso nel nord della Siria. Il corpo è stato ritrovato il 3 settembre nella provincia di Aleppo.
Il regime: «Gas usato dai ribelli»
Mentre si moltiplicano gli sforzi diplomatici per evitare l’intervento armato degli Stati Uniti, in Siria si continua a morire e le parti in lotta si lanciano reciproche accuse sull’uso delle armi...
