Esteri

Egitto, slitta lo sgombero ma la tensione resta alta

CAIRO Slitta l’operazione di sgombero delle autorità egiziane nei confronti dei due sit-in dei sostenitori del presidente deposto Mohammed Morsi, al Cairo. Il governo ha deciso di posticipare l’inter...

CAIRO Slitta l’operazione di sgombero delle autorità egiziane nei confronti dei due sit-in dei sostenitori del presidente deposto Mohammed Morsi, al Cairo. Il governo ha deciso di posticipare l’intervento per «evitare un bagno di sangue». Intanto le autorità giudiziarie hanno prolungato la custodia per l’ex capo di Stato di altri 15 giorni. Il giudice sta esaminando le accuse contro l’ex presidente di aver cospirato con il gruppo palestinese Hamas per evadere dalla prigione Wadi al-Natroun con 33 altri membri dei Fratelli musulmani nel 2011. Morsi è sotto la custodia delle autorità dal 3 luglio, quando i militari lo hanno deposto in seguito alle proteste di milioni di egiziani. Si tratta della seconda volta che il fermo di Morsi viene prolungato; la prima risale al 26 luglio. Nel frattempo le forze di sicurezza avevano programmato di formare dei cordoni attorno ai luoghi di protesta ma i timori di scontri e violenze erano alti. Nei giorni scorsi il governo ad interim aveva avvertito che la decisione dello sgombero sarebbe stata «irreversibile». I sostenitori di Morsi, dal canto loro, hanno promesso che continueranno la protesta fino a quanto il presidente non sarà rimesso al suo posto. Il sit-in principale si trova nel distretto di Nasr City, davanti alla moschea di Rabaah el-Adawiya, l’altro a Giza. Proprio a dimostrare la loro volontà di non abbandonare la lotta, i sostenitori dei Fratelli musulmani sono scesi ieri in piazza nel centro del Cairo e in altre parti dell’Egitto cantando slogan anti-militari e mostrando fotografie di Morsi. Intanto, Mohammed el-Beltagi, esponente di spicco dei Fratelli musulmani, ha detto no alla proposta del numero uno dell’Università di Al-Azhar, Ahmed el-Tayyb, di negoziare una soluzione politica alla crisi che sta attraversando il Paese. El-Beltagi sostiene che el-Tayyb non sia un mediatore imparziale perché ha sostenuto il colpo di Stato che ha portato alla deposizione di Morsi. Anche un altro membro del gruppo, Saad Emara, ha respinto ogni sforzo in questa direzione: «La chiave per una risoluzione - ha detto - è il ritorno delle istituzioni democratiche, compreso il presidente».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.