Esteri

Casa Bianca: 150 persone uccise in Siria con armi chimiche

Decisive, secondo gli americani, le prove inviate negli Usa dalla Francia

Fino a 150 persone sono state uccise dall'uso di armi chimiche usate in Siria. Le precedenti valutazioni dell'intelligence, hanno riferito i funzionari americani, sono state confermate, in parte grazie alle prove inviate negli Usa dalla Francia, che insieme al Regno Unito aveva annunciato la settimana scorsa di aver stabilito che Damasco ha usato le armi chimiche. Gli ufficiali hanno parlato a condizione di anonimato. Il presidente Usa Barack Obama ha detto più volte che l'uso di armi chimiche costituirebbe «una linea rossa», e modificherebbe la politica di Washington per quanto riguarda la guerra civile in Siria. In una nota la Casa Bianca accusa il governo siriano per gli attacchi e ribadisce che l'uso di armi chimiche «viola le norme internazionali e supera delle evidenti linee rosse». Al tempo stesso l'amministrazione dice di non avere informazioni certe e comprovate che suggeriscano un acquisto di armi chimiche da parte delle forze di opposizione. Inoltre afferma che i dati sulle vittime probabilmente sono ancora incompleti. «Siamo pronti a molte possibilità in Siria. Prenderemo decisioni su ulteriori azioni». Così Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Barack Obama, dopo che l'amministrazione ha affermato di avere prove dell'uso di armi chimiche da parte del governo siriano. Intanto il Congresso è stato informato sulla questione in documenti classificati inviati a Capitol Hill.

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