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Nuovo raid aereo di Israele

Francesco Puglisi f.puglisi@iltempo.it Ancora un raid di Israele che torna a colpire in Siria: un nuovo blitz è avvenuto ieri notte. Obiettivo un centro di ricerche militari a nord di Damasco che...

Nuovo raid aereo di Israele

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Ancora un raid di Israele che torna a colpire in Siria: un nuovo blitz è avvenuto ieri notte. Obiettivo un centro di ricerche militari a nord di Damasco che era già stato attaccato a gennaio. La notizia diffusa dalla tv di Stato siriana mosta immagini di una «palla di fuoco» proprio sul centro di ricerche che sarebbe stato colpito da razzi israeliani. Un alto responsabile israeliano ha confermato che Tel Aviv ha condotto nella notte un raid a Damasco specificando di aver aperto il fuoco contro un rifornimento di armi iraniane destinato agli Hezbollah libanesi. «Il blitz vicino all’aeroporto di Damasco aveva come obiettivo missili iraniani per Hezbollah» ha spiegato una fonte anonima. Il primo attacco sarebbe avvenuto tra giovedì e venerdì e avrebbe avuto come obiettivo un carico d’armi destinato a Hezbollah anche se fonti di Damasco hanno smentito l’attacco. Non ci sono conferme ma lo stesso Libano parla di oltre una quindicina di sorvoli di aerei israeliani nei due giorni del primo attacco. Nessun commento dal portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Mark Regev. E neanche l’esercito ha voluto commentare ma un funzionario del ministero della Difesa ha detto che «Israele sta seguendo la situazione in Siria e Libano, in particolare il trasferimento di armi chimiche e armi speciali».

La reazione del regime di Assad non si è fatta attendere. L’attacco israeliano alla base militare a Damasco è «una dichiarazione di guerra», afferma in un’intervista il vice ministro degli Esteri siriano, Faisal al Mekdad, annunciando che la Siria potrebbe esercitare ritorsioni con i suoi modi e con i suoi tempi. E in serata, la tv libanese Al-Mayadeen, affiliata alle milizie sciite di Hezbollah alleate di Bashar Assad, ha riferito che la Siria avrebbe puntato i propri missili contro Israele in risposta al raid. La stessa tv riferisce che sia il «Partito di Dio» che Damasco avrebbero ormai deciso di effettuare una rappresaglia contro Israele, tanto che le forze armate dello Stato ebraico hanno ordinato la chiusura dello spazio aereo civile nel nord. Nonostante l’acuirsi della crisi il presidente americano Obama ha già detto che non ha intenzione di inviare le sue truppe in Siria, anche se fosse provato che il regime di Assad ha usato armi chimiche nella guerra contro i ribelli. Ma Carla del Ponte, il magistrato svizzero membro della Commissione ONU che indaga sui crimini di guerra commessi in Siria, ha detto ieri alla Radio della Svizzera italiana che le Nazioni Unite hanno le prove che - finora - ad utilizzare armi chimiche sono stati gli insorti e non gli uomini fedeli al regime di Damasco, aggiungendo però che «le indagini sono ben lungi dall'essere concluse».

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