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Obama rende omaggio a Rabin e a Batlemme incontra Abu Mazen

Il presidente Usa ha visitato il cimitero nazionale di Israele. Poi in Giordania con il Re Abdullah II. Segnali di distensione. Il premier Netanyahu e il presidente turco Erdogan si sono parlati al telefono

Obama rende omaggio a Rabin e a Batlemme incontra Abu Mazen

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L'esercito israeliano ha reso noto che i miliziani palestinesi di Gaza hanno lanciato razzi verso il sud di Israele, dove era appena arrivato il presidente Usa, Barack Obama. Un razzo è esploso nel cortile di una casa a Sderot, la città di confine che tra l'altro Obama aveva visitato nel suo precedente viaggio in Israele, quando era candidato nel 2008; un altro si è schiantato in un campo all'aria aperta. Secondo il Jerusalem Post, un terzo e un quarto razzo sono atterrati nella Striscia di Gaza e le sirene d'allarme hanno risuonato a Sderot poco prima che il razzo arrivasse. Terzo e ultimo giorno della storica visita del presidente americano Obama in Israele. Il capo della Casa Bianca si è recato stamattina sul Monte Herzl dove si trova il cimitero nazionale dello Stato di Israele che accoglie mle spoglie di Yitzhak Rabin, l'ex primo ministro assassinato da un colono estremista ebreo nel 1995. Obama ha reso omaggio anche alle vittime della Shoah con una visita al memoriale  Yad Vashem a Gerusalemme, accompagnato dal premier Netanyahu, dal presidente Peres e dall'ex rabbino capo israeliano Yisrael Lau. "Un'altra Soah non si ripeterà - ha detto il presidente americano. L'antisemitismo non ha ragione di esistere". A causa di una tempesta di sabbia Obama è stato costretto a rinunciare all'elicottero e ha raggiunto Betlemme in auto per visitare la Basilica della Natività, accompagnato dal presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Nel pomeriggio il presidente Usa ha raggiunto la Giordania, ultima tappa del suo viaggio in Medioriente, accolto da Abdullah II. Prima della partenza Obama ha incontrato di nuovo per circa due ore il primo ministro israeliano Netanyahu per parlare ancora di sicurezza e processo di pace. Un primo effetto dell'azione diplomatica è avvenuto: Netanyahu ha parlato per telefono col premier turco Erdogan dopo screzi, scontri e accuse. Su pressione di Obama Netanyahu ha chiamato Erdogan per porgere le scuse per il raid contro la Freedom flotilla di tre anni fa costato la vita a nove cittadini turchi. Da allora i rapporti diplomatici  tra i due Paesi s'erano interrotti.

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