prove di governo

Israele, a Eisenkot l’incarico di formare il governo. Con il placet del partito arabo Ra’am

Oggi alle 17 il presidente di Israele, Isaac Herzog, conferirà ufficialmente a Gadi Eisenkot, leader di Yashar e alla guida della coalizione contrapposta al premier uscente Benjamin Netanyahu, l’incarico di formare il prossimo governo. L’ex generale, dal suo profilo X, promette che farà di tutto per raggiungere l’obiettivo: “È giunto il momento di formare un esecutivo di emergenza nazionale. Farò tutto il possibile per dimostrare di esserne degno”.

L’appello di Netanyahu

In precedenza era intervenuto il premier uscente, sostenendo che “un governo che dipende dai sostenitori di Hamas non combatterà Hamas. Un governo che dipende da chi odia l’ebraismo non preserverà Israele come Stato ebraico. Un governo che dipende dall’estremismo islamico non combatterà l’islam”.

Netanyahu ha così lanciato un drammatico appello all’unità nazionale, arrivando ad affermare che una coalizione con i partiti arabi, che potrebbe prendere forma con il conferimento dell’incarico al suo avversario Gadi Eisenkot, smantellerebbe lo Stato di Israele.

“Cittadini di Israele, questo è il momento dell’unità. Sapete che ho lanciato questo appello durante la campagna elettorale e l’ho ribadito anche dopo: questa è la volontà del popolo ed è l’esigenza del momento”, ha esordito. “Già nella prossima settimana c’è chi intende far giurare precipitosamente un governo con sostenitori del terrorismo; istituire un governo nello Stato di Israele con coloro che puntano a distruggere lo Stato di Israele, con coloro che vogliono fondare sulle sue rovine lo Stato di Palestina”, è stato il duro affondo di Netanyahu.

La replica di Yashar

Immediata la replica del partito Yashar, guidato da Eisenkot: “Se il Likud e i suoi alleati si mostrano improvvisamente interessati all’unità e a un governo di ampia coalizione, sono i benvenuti, a patto che annuncino pubblicamente lo scioglimento della loro alleanza con gli estremisti e la loro volontà di entrare a far parte di un governo guidato da Eisenkot”.

Ra’am con Eisenkot

Il partito arabo tradizionalista Ra’am sosterrà un governo guidato da Gadi Eisenkot qualora l’ex capo di Stato maggiore ne presenti uno alla Knesset, anche in assenza di un formale accordo di coalizione sottoscritto prima del voto. Lo rivela il quotidiano Haaretz, citando un autorevole parlamentare della formazione guidata da Mansour Abbas.

Il peso degli ultraortodossi

L’obiettivo degli otto deputati di Ra’am è evitare che il blocco di 48 seggi facente capo a Eisenkot resti vincolato alle condizioni del partito ultraortodosso Giudaismo Unito della Torah (Utj), consentendo così l’insediamento dell’esecutivo e la sostituzione del primo ministro uscente Benjamin Netanyahu nel più breve tempo possibile, pur in assenza di garanzie immediate di stabilità.

L’altro partito arabo

Dal canto suo, la Lista Unita (11 seggi), l’altra componente a maggioranza araba, non voterà a favore della fiducia, ma ha assicurato che non promuoverà iniziative volte a far cadere il governo. Entrambi i partiti intendono inoltre cooperare con il fronte di Eisenkot per procedere all’avvicendamento del presidente della Knesset e all’istituzione delle commissioni parlamentari, auspicando una discontinuità nelle politiche rivolte alla comunità araba. La prospettiva deve tuttavia fare i conti con le resistenze pubbliche di alcuni esponenti chiave dello stesso schieramento centrista, contrari all’ipotesi di far nascere il governo facendo leva sui voti delle formazioni arabe.

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