Economia

Il fondo Nit che voleva Mps nel mirino dei pm di Roma

Manager indagati per manipolazione di mercato e calunnia

Diffusione di notizie false e calunnia ai danni del presidente della Banca d’Italia, Ignazio Visco. È il contenuto dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma, che ieri ha disposto le perquisizioni nelle abitazioni dei manager della Nit Holdings, la società con sede a Hong Kong che aveva tentato la scalata nelle banche Monte dei Paschi di Siena e della Popolare di Spoleto. Nel registro degli indagati figurano il presidente del consiglio di amministrazione della Nit, Perry Nolan Hammer (statunitense), e gli italiani Rodolfo Varano e Fabio Polidori. Stando agli atti del sostituto procuratore Stefano Pesci, avrebbero «diffuso la notizia di un’offerta da 10 miliardi di euro formulata dalla Nit Holdings per la ristrutturazione del capitale di Monte dei Paschi di Siena», «diffusione avvenuta inizialmente in Roma a mezzo comunicato di AskaNews delle ore 18:31 del 3 novembre 2014». La calunnia, invece, è imputata esclusivamente a Varano. Stando alle accuse, l’uomo ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Spoleto, dopo che la Banca d’Italia ha stoppato l’offerta d’acquisto dell’Istituto umbro. Un esposto che ha indotto i pubblici ministeri a iscrivere nel registro degli indagati lo stesso governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Tuttavia, per i magistrati romani, si tratterebbe di una calunnia. Negli atti si legge che «dopo che Nit Holdings aveva presentato un’offerta per l’acquisto di parte rilevante delle azioni della Banca Popolare di Spoleto (condotta oggetto di procedimento penale presso altro ufficio), spingeva Carlo Ugolini a denunciare funzionari della Banca d’Italia per aver omesso (tra l’altro) di dar corso all’operazione,pur essendo pienamente consapevole dell’infondatezza dell’addebito in quanto la predetta offerta era priva di effettiva consistenza e non supportata da adeguata disponibilità patrimoniale». Con queste accuse ieri gli investigatori del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza, al comando del generale Giuseppe Bottillo, hanno passato al setaccio le abitazioni e gli uffici dei tre indagati, al fine di individuare tutto il materiale probatorio che possa supportare le accuse preliminari dei magistrati capitolini. La notizia dell’indagine è arrivata 24 ore dopo la giornata mondiale del risparmio a Roma nel corso della quale Visco aveva difeso la condotta e l’operato di Bankitalia nella vicenda del commissariamento della Popolare di Spoleto.

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