Quasi in contemporanea due big italiane, Poste e Ferrari, debuttano in Borsa. È la quotazione «più grande dell'anno in Europa» e una «privatizzazione storica» per il Tesoro. Con queste parole l’amministratore delegato di Poste ha lanciato la quotazione del gruppo da Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana. Lo sbarco a Piazza Affari è atteso per il 27 ottobre mentre l’offerta pubblica terminerà il 22 ottobre. Nello stesso periodo, la data precisa però deve essere ancora comunicata, Ferrari sbarca a Wall Street. Due simboli dell’industria italiana saranno al centro dell’attenzione degli investitori internazionali, «Quella che decenni fa era l'azienda conservatrice più corporativa e succube della politica risponderà agli azionisti e al mercato. Anche questo è cambiare verso», ha commentato il premier Matteo Renzi. L’ad Caio nell’incontro con la comunità finanziaria di Piazza Affari ha spiegato che «per le Poste la quotazione è un passaggio necessario per garantire la sostenibilità di lungo termine a un'azienda che è un pezzo dell'Italia». Si tratta di un’operazione che «crea valore e contribuirà all'ammodernamento del Paese». Per portare le Poste in Borsa il Tesoro venderà fino al 38,2% del capitale, per un massimo di 9,7 miliardi di euro; ogni azione sarà offerta a un prezzo compreso tra 6 e 7,5 euro. Il 30% dei 453 milioni di titoli è destinato al pubblico, mentre il restante 70% andrà a investitori istituzionali. Circa 14,9 milioni di azioni saranno riservate ai 143 mila dipendenti. Al Tesoro andranno 3,7 miliardi. Caio ha confermato le ottomila assunzioni previste nel piano. Il financial Times ha usato toni solenni: «È la più grande privatizzazione da oltre 10 anni» ha scritto sottolineando che rappresenta un banco di prova per la «reputazione» del governo Renzi. La Cgil invece ha avuto da polemizzare. «La privatizzazione di grandi imprese del Paese per fare cassa è una scelta discutibile», ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso mentre il segretario generale della Cisl Furlan ha rivendicato la «partecipazione dei lavoratori alla govrnance dell’azienda attraverso l’azionariato collettivo». Quasi in contemporanea, Ferrari si prepara al debutto a Wall Street. Fca che detiene il 90% di Ferrari collocherà sul mercato una quota pari al 9% con un prezzo compreso tra i 48 e i 52 dollari ad azione. Nel complesso, la valutazione di Ferrari parte da poco più di 9 miliardi di dollari e arriva a fermarsi sotto la soglia di 10 miliardi. L’Ipo attesa per il 21 ottobre.
Due simboli dell’Italia in Borsa Poste e Ferrari pronte al debutto
L’Ad Caio: è la quotazione più grande dell’anno in Europa
