Mentre i diretti interessati continuano in febbrili trattative con l’obiettivo di tenere in vita la Grecia all’interno della Ue, c’è chi ne ha già annunciato il funerale. L’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s, per la quale ormai Atene è andata, con i suoi debiti e la sua politica anti-austerity. Il necrologio è racchiuso in un comunicato di poche righe con il quale gli economisti della società con sede a New York hanno certificato il downgrade della Grecia portandolo da "CCC+" a "CCC". La decisione arriva a seguito dell’aggravamento della situazione finanziaria dell’isola guidata da Alexis Tsipras che ha determinato una difficile solvibilità del proprio debito a lungo termine. Il nuovo outlook è una sentenza: "CCC" equivale a default. Gli esperti di S&P sembrano non avere dubbi, il paese ellenico, salvo accordi sempre meno probabili con i suoi creditori, fallirà entro i prossimi dodici mesi. ìLa Grecia continua a peggiorare la sua posizione di liquidità e la sua priorità sembra orientata ad altre voci di spesa, piuttosto che a porsi il problema di far fronte al debito. – si legge nella nota dell’agenzia di rating - Senza un cambiamento nel percorso economico, primi fra tutti il Pil nominale e il debito del settore pubblico, a nostro avviso il debito greco resta insostenibile”. Intanto i greci continuano a prendere d’assalto le banche per ritirare più denaro possibile dai propri conti correnti. La paura di arrivare una mattina davanti agli sportelli e trovare le casse vuote è troppa. Un altro segnale che non è sfuggito a Standard & Poor’s. ìIl deflusso continuo di depositi dalle banche greche aumenta la possibilità che il governo di Atene sia costretto a stabilire rigidi controlli sui capitali ed emettere una moneta parallela all'euro”. Ma Tsipras non si arrende e rilancia: ìCredo troveremo una soluzione – annuncia il numero uno di Syriza – I leader europei sanno che abbiamo bisogno di una ricetta praticabile che ci consenta di tornare a crescere”. Una linea già sposata da Angela Merkel, impegnata nel doppio ruolo ìJekill/Hyde” di rigida interlocutrice e di mediatrice consapevole. ìL’obiettivo è di tenere la Grecia nell’Eurozona e se c’e la volontà, la strada si trova”. – ha dichiarato la cancelliera tedesca. Ormai resta poco tempo, la sabbia nella clessidra scorre veloce, come i flussi monetari ellenici in uscita dagli istituti di credito. Un’emorragia economica così forte e senza soluzione di continuità che sta portando il paese al collasso.
Rating, Standard & Poor's declassa la Grecia: "CCC" equivale a default
Gli esperti non sembrano avere dubbi: "Il paese fallirà entro i prossimi dodici mesi"
