Salta per ora la pace sindacale in Acea. L’azienda romana che ha avviato un percorso di cambiamento puntando sull’informatizzazione delle procedure per recuperare efficienza si risveglia dal sogno di portare a termine la metamorfosi senza strappi. Già i sindacati che inizialmente avevano appoggiato la strategia del nuovo management, guidato dall’ad Alberto Irace, ieri hanno detto stop. A loro giudizio infatti l’efficientamento sta solo mascherando la volontà della dirigenza di spostare personale da un ufficio all’altro, senza il rispetto dei requisiti e senza condivisione con le organizzazioni sindacali. A denunciare la situazione sono state ieri le segreterie regionali Filctem, Flaei, Uiltec insieme alle segreterie Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio. Secondo queste la scelta di sostituire la piattaforma informatica (concepita per evitare le cosiddette bollette pazze su consumi presunti e sovrastimati) «costerà all'azienda altri 50 milioni di euro e non entrerà in funzione prima del 2016». Nel frattempo «proseguono i disservizi e i disagi per cittadini e lavoratori». «La soluzione- ha spiegato Ilvo Sorrentino, della Filctem-Flaei- non è spostare i dipendenti in massa e senza criterio dalle società operative, verso la società di call center Acea 800. Va bene rispondere al telefono, ma così si mette a rischio il servizio legato alle operatività e questo farà solo aumentare le telefonate». Non solo, al problema legato ai servizi, si aggiunge quello legato ai bilanci. «Ogni anno Acea chiude in rosso- spiegano ancora i sindacati- questo per vari motivi. Tra cui, l'uso smodato di consulenze esterne - tra cui quella del guru di Harvard, John P. Cotter che sembra costi all'azienda 45mila euro al mese - e nuovi progetti come il Siebel». Rotte le relazioni, i sindacati hanno convocato una manifestazione il 12 marzo nel corso della quale annunceranno lo stato di agitazione. L’azienda ha però risposto alle accuse: Acea investe 50 milioni di euro e avvia un cambiamento e un processo di innovazione strutturale. Il percorso, «una volta concluso, ci trasformerà in una delle multiutility più efficienti sul fronte della qualità dei servizi e nella gestione di reti e infrastrutture». Grazie a «un investimento di 50 milioni di euro, tutti i processi lavorativi dell'azienda - contatti con la clientela, preventivazione, segnalazione guasti, interventi sul territorio, manutenzione delle reti - saranno presto gestiti in modalità digitale, superando burocratismi e inefficienze organizzative» aggiunge l'azienda. «Questa rivoluzione, avviata in tempi record e che giungerà a regime entro il prossimo anno, produrrà concreti e significativi miglioramenti nella qualità dei servizi offerti ai cittadini, dall'azzeramento delle problematiche di fatturazione alla riduzione di oltre 1/3 delle tempistiche di intervento» evidenzia. La digitalizzazione, prosegue Acea, «porterà enormi vantaggi di efficienza e richiederà a migliaia di lavoratori di cambiare modo di lavorare». «Si tratterà di utilizzare le risorse umane di Acea dove servono, senza tenere lo sguardo rivolto al passato» afferma. «La stragrande maggioranza dei nostri 7000 dipendenti, in tutta Italia, -annuncia- ha già accettato la sfida del cambiamento».
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La replica dei vertici: dobbiamo cambiare tutti mentalità
