Economia

Grecia stretta nell’angolo Non ci sarà un prestito-ponte

Il tedesco Schaeuble incalza: Atene deve lavorare con la troika

Si aggrava la situazione per il debito greco. Ieri è arrivata una duplice doccia fredda sul governo di Atene. Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha chiuso all’ipotesi della ciambella di salvataggio del prestito ponte. Non se ne parla, ha detto chiaro e tondo annunciando una riunione straordinaria dei ministri finanziari dell’Euro per l’11 febbraio. Un vertice che precederà quello già fissato da tempo per il giorno successivo, sempre a Bruxelles dei capi di Stato e di Governo dell'Unione, per discutere del futuro dell’unione monetaria ma che ora si occuperà del caso Grecia. A quel tavolo Atene non ha intenzione di fare marcia indietro rispetto alle posizioni finora espresse. Fonti governative lasciano trapelare che il ministro delle Finanze Varoufakis non accetterà nessun accordo che non sia legato a un nuovo programma di aiuti. L'attuale programma di aiuti terminerà alla fine di febbraio e la posizione della Ue e dell’Fmi rimane granitica: no a nuovi soldi senza impegni. La preoccupazione è palpabile: nessuno ha ancora ben chiaro quali siano le richieste e le proposte concrete di Atene. E di fronte a questo scenario nebuloso reagisce anche Standard&Poor's che ieri ha tagliato il rating greco evocando lo spettro dell’uscita dall’Euro. Dalla Germania continuano ad arrivare segnali di fermezza. Il falco Wolfgang Schaeuble ha ribadito che Atene dovrà «rassegnarsi a lavorare con la Troika altrimenti non c'è alcun programma». E questo anche se al governo Tsipras «non piace la parola troika» che, ha ironizzato, «credo sia una parola greca». Le banche greche, intanto, secondo la Bce possono farcela in quanto negli ultimi anni si sono posizionate su «livelli di solidità incoraggianti e ora sono più in grado di superare questo nuovo episodio di stress». La riunione straordinaria di mercoledì prossimo dovrebbe servire a mettere le carte in tavola. Una cosa è certa: anche il Fmi, ha detto il direttore esecutivo Fabio Cottarelli, non aprirà i cordoni della borsa senza un nuovo programma. A chiusura di giornata il differenziale greco coi bund a 940 punti.

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