Economia

Confediliza: "Con la politica non c'è più dialogo"

I comuni non accettano di concorrere ai sacrifici che tutti gli italiani stanno facendo

Polemica sull'Imu. "La duplice richiesta dei comuni di portare l'aliquota massima dal 2,5 al 3,5 per mille e di rimuovere il limite del 10,6 per mille, per trovare a loro favore quel miliardo e mezzo in più che ancora pretendono perché le loro entrate (e spese) rimangano rigorosamente uguali a quelle dello scorso anno, ha un preciso, duplice significato. Il primo, che i Comuni, specie i grossi, non accettano di concorrere in alcun modo ai sacrifici che in questo momento tutti gli italiani stanno facendo. Il secondo, che quella che le aliquote dei tributi immobiliari verranno tutte applicate al massimo livello non è una ipotesi, ma una certezza". Lo afferma il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani. "Questo significa che alla proprietà diffusa verranno quest'anno chiesti, solo per le due Imu, 28,5 miliardi contro il 20 di quest'anno e i 9,2 miliardi dell'Ici, con una triplicazione del canone in soli quattro anni. Rimane peraltro immancabilmente intaccata la sacca di privilegio per 500 milioni all'anno rappresentata dalle agevolazioni per il settore immobiliare del grosso capitale, anche cooperativo. Ciò spiega molte cose di cui anche la stampa oligopolista del capitale finanziario dovrebbe responsabilmente accorgersi". Per Sforza Fogliani è impensabile che la proprietà diffusa accetti senza reagire questa prospettiva, oltre tutto aggravata dall'odiosità della discriminazione fra la grande proprietà esclusiva e la piccola proprietà, a tutto favore della prima. La proprietà edilizia ha tradizioni centenarie di ordine e di rispetto per le leggi dello Stato, ma se la classe politica al potere considera queste caratteristiche come una debolezza, non c'è evidentemente più dialogo, se nei prossimi giorni verrà ancora seriamente considerata l'ipotesi di aderire alla duplice richiesta dei comuni per un ulteriore aggravio della già smodata fiscalità immobiliare, la proprietà edilizia dovrà immancabilmente pensare a mettere in atto azioni forti come fanno tutti".

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