Economia

Moncler: domanda retail supera 14 volte azioni offerte

Un debutto dorato per la casa produttrice di abbigliamento di lusso

Moncler debutterà sul listino di Piazza Affari il prossimo 16 dicembre, ma è già l’Ipo (Initial Public Offering) dei record, con una domanda 31 volte superiore all’offerta, pari a oltre 20 miliardi di euro, da parte degli investitori istituzionali, ai quali era rivolto il 90% delle azioni da sottoscrivere. Il brand Moncler nasce in Francia, a Monestier de Clermont, Grenoble e dal 1952 insegna tecnica ed estetica al mondo. Ha attualmente sede in Italia. Il marchio ha affiancato negli anni allo stile, una continua ricerca tecnologica assistita da esperti nel campo delle attività legate al mondo della montagna. Le collezioni Moncler coniugano le esigenze più estreme dell’outwear alla quotidianità metropolitana. Nel 2003 Remo Ruffini ha rilevato la Maison della quale è presidente e amministratore delegato. Le banche d’affari ieri hanno fissato un prezzo di 10,20 euro ad azione, il massimo della forchetta, che attribuisce un valore complessivo alla società di 2,55 miliardi. Il mercato globale chiede lusso made in Italy. Lo dimostra il fatto che la domanda istituzionale per Moncler è venuta per un terzo dagli Stati Uniti, un terzo dall’Europa e un terzo dal resto del mondo. Nessun socio ha toccato la soglia rilevante del 2%, nonostante le richieste avessero di gran lunga superato quel tetto. Il libro soci include, tra i grandi investitori americani BlackRock, Capital Group. Tra gli azionisti italiani compaiono invece le Assicurazioni Generali e la società di gestione Kairos. Tra i fondi sovrani, il governo di Singapore (Gic), Qatar Holding  e il governo di Pechino, attraverso il fondo Safe.  Boom di richieste anche tra i piccoli risparmiatori, con una domanda pari a circa 14 volte l’offerta: come dire l’offerta retail sarebbe bastata a coprire l’intera sottoscrizione, perciò si andrà al sorteggio. L'economia sembra avere voglia di lusso, un settore dal quale provengono per altro le uniche matricole sbarcate con successo negli ultimi anni in Piazza Affari: Cucinelli che nell’aprile 2012 in fase Ipo aveva raccolto richieste 17 volte superiori all’offerta. E Ferragamo, che nel giugno 2011 aveva raccolto 344 milioni per una valorizzazione complessiva della società di 1,5 miliardi. Ruffini, resta fermo alla sua partecipazione attuale (31,9%), a vendere in parte sono i fondi Carlyle, Eurazeo e Brand Partners (Mittel). Per valutare i risultati dell’offerta, alla chiusura dell’Ipo ieri tutti gli azionisti si sono dati appuntamento nella sede di Mediobanca, uno dei Joint global coordinators dell’Offerta globale insieme a Goldman Sachs e BofA Merrill Lynch.

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