L’arrivo della Trise, la service tax appena varata dal Governo e che dovrebbe scattare dal 2014, potrebbe trasformarsi in un’ulteriore batosta per tutti, famiglie e imprese. È quanto sostiene l’Ufficio studi di Confesercenti. Per le famiglie, infatti, rileva l’Ufficio Studi, è presente una «clausola di salvaguardia», che in teoria dovrebbe impedire che la nuova tassa sia superiore al prelievo Imu, ma che comunque non bloccherà gli aumenti rispetto al 2013 dovuti al previsto cambiamento di calcolo dell’imposizione. Per gli immobili ad uso produttivo (e per le seconde case), invece, non è ancora chiaro se ci sarà una tale clausola, né come potrebbe operare. Ancora non è chiaro, poi, se gli immobili aziendali dovranno pagare la Trise per intero, inclusa la parte sui servizi. Se così fosse significherebbe, di fatto, l’aumento dell’Imu, ancora vigente per gli immobili ad uso produttivo. Sembra si stia provvedendo, in questo senso, rileva l’Ufficio studi di Confesercenti, alla deduzione del 20-50% dell’Imu dai redditi d’impresa: questo non sarà sufficiente però ad ammortizzare completamente l’aggravio aggiuntivo di una tassa sui servizi più esosa, che si somma a un Imu prevalentemente all’aliquota massima. «TIA1, TIA2, Tari, Tarsu, Imu, Tares e infine Trise. Le tasse sui servizi - sottolinea Confesercenti - continuano a cambiare, nel nome e nel calcolo dell’imposizione: il risultato è un’inevitabile confusione, che spingerà quasi sicuramente gli enti locali - messi di fronte a nuove tasse dal gettito imprevedibile - ad alzare il tiro». La conseguenza, rileva l’Ufficio studi di Confesercenti, «è una probabile stangata, che non verrà di certo compensata dal piccolo e circoscritto taglio al cuneo fiscale introdotto dalla legge di stabilità, già annullato dall’improvvido aumento dell’aliquota Iva». Apparentemente, aggiunge, «l’intervento del Governo non mette le mani nelle tasche degli italiani: ma il probabile ricorso alle clausole di salvaguardia contenute nel provvedimento, che scatteranno in assenza di coperture, come è purtroppo prevedibile, trasformerà la legge di stabilità nell’ennesimo salasso. Non possiamo tacere inoltre la preoccupazione per quello che potrà avvenire sul piano fiscale e delle tariffe su base se nel 2014 come pare, si darà la possibilità ai Comuni di incrementare in modo sostanzioso il gettito su famiglie ed imprese». Con il decreto Salva Italia del 2011, ricorda l'ufficio studi di Confesercenti, è stata poi istituita la Tares, in sostituzione della Tarsu e dei regimi tributari della Tia 1/Tia 2, che sarebbe dovuta entrare in vigore dal primo gennaio 2013. La Tares comporta un generale aggravio di spesa per tutte le imprese e per le famiglie: è infatti stabilita la copertura integrale dei costi di esercizio e investimento, elemento non previsto nel regime Tarsu e la maggiorazione per i servizi indivisibili (polizia municipale, illuminazione pubblica e verde pubblico). L'impatto del nuovo tributo sarà strettamente correlato alla tipologia di utenza. In generale le categorie che registreranno aumenti più consistenti sono gli esercizi di ristorazione e le vendite al dettaglio di generi ortofrutticoli freschi, con incrementi rispettivamente del 45% e 66%. Oltre agli incrementi già registrati, dunque, si stima che un albergo dovrà far fronte ad un ulteriore aggravio di spesa per Rifiuti e Servizi indivisibili di 1.000 euro l'anno, un parrucchiere di 80 euro l'anno, un ristorante di oltre 1.100 euro e un negozio di ortofrutta di quasi 800 euro l'anno. Tutto in un momento in cui le tariffe continuano a correre, soprattutto quelle a controllo locale. Nel periodo compreso tra il 2011 e l’estate 2013, a fronte di un incremento dell'11,4% delle tariffe nazionali, quelle locali sono cresciute del 28,5%, trainate dall'aumento record dell'acqua potabile (+41,3%) dei trasporti (urbani +26,2% ed extraurbani +24,7%) e dei rifiuti solidi (+25,2%). Forte incremento anche per le tariffe energetiche (+23,5%).
Batosta Trise per famiglie e imprese
Le simulazioni dell’Ufficio studi di Confesercenti calcolano un aggravio di mille euro a famiglia mentre il taglio al cuneo fiscale sarà annullato dall’aumento dell’Iva Le tariffe su acqua, rifiuti e trasporti già cresciute in un anno del 28,5%
