A Roma il fisco pesa per il 71,48% sul reddito dell'impresa: un record, al confronto con le altre città italiane. A Milano la percentuale è del 63,35% e a Torino del 66,91%. è quanto emerge da un'indagine della Cna che è stata presentata questa mattina alla sede di via Massaia. Il primato del fisco sulle imprese romane, secondo l'indagine condotta dalla Cna, è dovuto soprattutto al peso dell'Imu, il cui costo medio per impresa sfiora i 7mila euro a Roma (6.919,83), il 37% in più di Milano (4.323,78 euro) e del 19% in più di Torino (5.575 euro). E poi c'è il capitolo salato della tassa sui rifiuti, per la quale a Roma se ne vanno mediamente 4.850,03 euro, contro i 2.047,50 euro di Milano e i 3.517,29 di Torino. L'addizionale comunale Irpef vale a Roma tre volte tanto Milano (339,64 contro 113,21 euro) e l'11% in più di Torino. Insomma, sono le imposte locali a fare la differenza. Nell'ultimo anno monitorato, l'aumento del fisco locale è stato del 7,04% per le imprese della Capitale, mentre la variazione delle tasse dovute allo Stato centrale è stata dello 0,62%. Un imprenditore, con un reddito di 48mila euro annui, nel 2012 ha speso in tasse 4.439,52 euro in più (+9,25%) del 2011, un collega torinese 3.906,13 (+8,14%) e un milanese 3.103,98 (+6,47%).
Fisco, imprese romane le più tassate
Il 71,48% del reddito delle aziende della Capitale se ne va in tasse: record italiano. A Milano la percentuale è del 63,35% e a Torino del 66,91%. Alla base dell'impennata c'è l'Imu
