Anche gli economisti di Confindustria, pessimisti fino a qualche mese fa sulla capacità dell’economia italiana di uscire dalla recessione più dura dal dopoguerra, cominciano a cambiare orientamento. Chissà se avranno informato il patron Giorgio Squinzi, leader degli industriali, che meno di venti giorni fa aveva polemizzato con il ministro Fabrizio Saccomanni sulle stime della possibile ripartenza dopo l’estate. «Io Saccomanni lo stimo moltissimo, ma in effetti la luce non la vedo ancora» aveva detto Squinzi. Che ancora qualche giorno prima aveva ironizzato su se stesso e sul quadro economico in continuo peggioramento: «Non vorrei essere io a portare rogna». Escluso. Ma al presidente della Confindustria forse nessuno dei suoi economisti aveva spiegato la teoria delle aspettative razionali. E cioè dell’influenza del clima e delle informazioni sulle decisioni economiche. Se gli operatoricontinuano a vedere nero difficilmente inizieranno a investire. La fiducia si crea anche con le iniezioni di ottimismo e di speranza. Lo hanno capito anche gli economisti di viale dell’Astronomia. Così nel rappporto del Centro studi confindustriale oltre alle ombre si è aperto anche qualche spiraglio di luce. Da un lato è stato infatti rilevato che la disoccupazione ha toccato un nuovo livello record, ma dall’altro si avvicina sempre di più l’uscita dalla recessione, con la svolta che dovrebbe arrivare al più tardi in autunno. Secondo l’analisi, a maggio si è registrato un nuovo record per la disoccupazione in Italia. Le persone in cerca di lavoro erano 3 milioni 140mila, il 12,2% della forza lavoro (+0,2 punti su aprile). Ancora in calo gli occupati: -27mila sul mese precedente (-0,1%), -387mila su un anno prima (-1,7%). E la diminuzione proseguirà: le attese delle imprese sull’occupazione nel trimestre in corso sono ancora negative, sui livelli di fine 2009. La buona notizia invece riguarda l’uscita dalla crisi. Secondo le stime sulla base dell’anticipatore Ocse che «recupera da nove mesi (+0,27% in maggio) è ormai segnalata la fine della recessione e l’avvio di una fase di recupero già nel 2013». Il cambiamento di rotta è favorito dal contesto internazionale più dinamico, grazie alle conferme di ripresa negli Usa, alla ripartenza del Giappone e al robusto apporto all'incremento della domanda mondiale da parte dei Paesi emergenti, nonostante il rallentamento dei Bric».
Confindustria meno pessimista sul rilancio
Il Centro studi cambia rotta: la svolta dell’economia arriverà in autunno
