Il mercato dell’auto in Europa a maggio perde un altro 5,9%, a circa 1,83 milioni di unità vendute, mentre il gruppo Fiat crolla dell’11%. Dall’inizio dell’anno il mercato auto europeo ha perso il 6,8%, tornando ai livelli del 1993 e cioe' com’era 20 anni fa. In Italia le immatricolazioni scendono dell’8%, ma stavolta va peggio in Germania, dove il calo è del 9,9% e in Francia, dove la perdita è del 10,4%, mentre la Gran Bretagna guadagna l’11%, a dimostrazione che fuori dall’area euro le cose vanno decisamente meglio. Le vendite di Fiat Group Automobile nei 27 paesi Ue + Efta calano dell’11% rispetto a maggio di un anno fa a 73.758 unità. La quota di mercato si attesta al 6,8%, in calo rispetto al 7,2% del maggio 2012 e in rialzo rispetto al 6,3% di aprile. Nei primi 5 mesi il gruppo torinese ha perso il 9,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, penalizzato dalla debolezza del mercato europeo e dai ritardi della componentistica Seimat, che ha frenato le consegne. Fiat comunque va bene all’estero, in Francia, Gran Bretagna e Spagna. Bene anche la 500L e la Ypsilon che vende oltre 100 mila unità. A maggio frena anche Volkswagen che cede il 2,8%, anche se la sua quota si rafforza al 25,4%. Male le francesi, con Peugeot a -13,3% e Renault a -10,1%. Stabile Ford, grazie a Seat. Intanto Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere chiede al governo azioni di rilancio per l’Italia. «Nel suo contributo al risultato Europeo, il calo dell’Italia (-8%) è ancora molto pesante - rileva Romano Valente, direttore generale dell’Unrae - il nostro sistema automotive ha bisogno di azioni capaci di rilanciare i consumi attraverso la riduzione del peso fiscale su famiglie e imprese. Quanto predisposto dal governo negli ultimi giorni sembra aprire prospettive più favorevoli per l’occupazione dei giovani e del lavoro più in generale, tuttavia resta non risolto il probabile aumento dell’Iva che, se applicato, potrebbe peggiorare la propensione generale verso i consumi». Anche l’associazione confindustriale dell’auto, l’Anfia, si fa sentire. Il presidente Roberto Vavassori, infatti, affronterà in un prossimo incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico la definizione di un piano di politiche industriali e una strategia di crescita della filiera automotive e dell’intero sistema della mobilità, attraverso l'istituzione della Consulta automotive.
Il mercato dell’auto torna a 20 anni fa
Le immatricolazioni Fiat calano dell’11%. La quota scende al 6,8%
