Economia

Borsa giù. Portafogli dei soci più ricchi

Piazza Affari perde lo 0,56%. Ma il calo è generato dallo stacco di 22 dividendi

Come ampiamente scontato la Borsa di Milano ha chiuso in ribasso la seduta più ricca di cedole di tutto il 2013. Il maxi stacco dei dividendi ha avuto un impatto di circa 1,5-1,6 punti percentuali sul paniere principale di Piazza Affari. Tutto sommato però il sentimento degli operatori resta ampiamente positivo perché l’indice Ftse Mib ha chiuso con una perdita dello 0,56% a 17.506 punti. Molti meno dunque della diminuzione tecnica stimata con il pagamento dei dividendi. In occasione dello stacco cedola, l’attribuzione del dividendo agli azionisti genera una flessione del prezzo del titolo corrispondente all’importo del dividendo unitario. A pagare flussi di capitale agli azionisti sono state 22 società delle 40 cosiddette blue chips ovvero a maggiore capitalizzazione. Tra queste hanno fatto felici gli azionisti Eni (1,08 euro per azione), Unicredit (0,09 euro), Intesa Sanpaolo (0,05). Tra i titoli finanziari, che hanno staccato il dividendo anche Azimut (0,55), Generali (0,2), Mediolanum (0,18) e Ubi banca (0,05 euro). Nel settore energia hanno pagato il dividendo Enel green power (0,0259), Saipem (0,68), Snam (0,25) e Tenaris (0,3261). Anche il lusso è stato protagonista, con Luxottica (0,58), Ferragamo (0,33) e Tod's (2,7). Infine, appuntamento con lo stacco anche per Pirelli (0,32), Ansaldo sts (0,18 euro), Atlantia (0,746), Buzzi unicem (0,05), Campari (0,07), diasorin (0,5 euro), lottomatica (0,73) e Parmalat (0,039). Buon parte di questi titoli hanno chiuso in terreno negativo ma non in misura proporzionale al valore delle cedole. Le vendite hanno colpito Snam che ha ceduto il 2,78% a 3,706 euro, Eni il 2,58% a 18,49 euro, Saipem l'1,83% a 21,50 euro. Performance negativa anche per Atlantia che ha lasciato sul parterre il 2,38% a 13,52 euro. Contrastato il comparto bancario con Intesa SanPaolo (-1,35% a 1,457 euro) e Ubi Banca (-0,62% a 3,522 euro) che sono finite in territorio negativo, mentre gli acquisti hanno premiato Unicredit (+0,83% a 4,356 euro). Al netto del pagamento delle cedole sui mercati sono continuati gli acquisti motivati dalla corsa di Tokyo, dove il Nikkei ha aggiornato i massimi dal dicembre 2007. A spingere la Borsa nipponica la decisione del Governo di Abe di alzare le stime relative alla crescita economica del Paese, in particolare le previsioni su esportazioni e produzione industriale. Oggi è attesa la riunione della Bank of Japan che dovrebbe confermare i tassi d'interesse allo 0,1% e l’aggressivo piano di quantitative easing.

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