Avanti con cautela. È stata la necessità di evitare annunci prima di avere effettuato un’accurata verifica delle carte e dei conti a portare allo slittamento del decreto per sospendere l’Imu e avviarne la rimodulazione nei prossimi mesi. Un errore di non corretta comunicazione tra il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni e il presidente del Consiglio, Enrico Letta, generato dalla constatazione che i dati, quelli veri della cassa dello Stato, restano anche per il neo ministro dell’Economia, patrimonio sotto la curatela stretta della Ragioneria dello Stato, sempre avara nel fornire quadri aggiornati e organici anche ai precedenti governi. Un comportamento troppo rigorista, quello dell’attuale Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, che non è stato non esente da critiche nel passato. Al punto che, visto che per lui si approssima il fine mandato, a meno di riconferma sono già sono partite le grandi manovre per la sua sostituzione. Un tassello, quello delle informazioni complessive per valutare le scelte che, a Saccomanni, è mancato nella fase della rifinitura del decreto. E che ha motivato il rinvio del testo che, scritto senza tutti gli elementi, rischiava di essere l’ennesimo testo legislativo disorganico, come il dl Sviluppo e la legge di Stabilità dello scorso anno approvati dal govermo Monti, additati dalla Corte dei Conti come incompleti dal punto di vista delle coperture. Testi partoriti male in parte per il gap informativo riscontrato presso la Ragioneria dello Stato, attenta esecutrice del diktat rigorista, e organo tecnico che ha suggerito la politica economica al Paese sulla base delle sole evidenze contabili. Il ministro dell’Economia non è caduto nella trappola di arrivare per fini propagandistici al consiglio dei ministri con un testo attaccabile dall’Europa per la mancanza di cifre sicure. Meglio il supplemento di indagine. Così ora il nuovo provvedimemto dovrebbe essere definito tra domani e lunedì mattina nel ritiro dei ministri voluto dal presidente del Consiglio, all’Abazia di Spineto. Una presentazione informale e per evitare che qualche componente del governo avanzi critiche in fase di discussione nel Cdm ufficiale convocato per il varo formale. Per quello non ci sono date. Ma le ipotesi sono per un incontro a metà settimana, quando il ministro Saccomanni tornerà dalla missione in Europa per Ecofin e Eurogruppo. Prevista solo la sospensione della tassa sulla casa propedeutico alla riforma complessiva, della tassazione sulla casa, e del sistema degli ammortizzatori sociali. Lo stop al decreto è stato motivato più dalle cifre da reperire per la Cassa integrazione, circa 1,5 miliardi secondo i sindacati e poco oltre un miliardo per il governo che dall’Imu. Nel lavoro di messa a punto, anche i prossimi interventi in materia economica del governo sono stati al centro di un vertice di maggioranza, con premier, ministri ed i capigruppo. Dal quale è arrivata la conferma della scadenza di metà della prossima settimana per il varo delle prime misure su Imu e Cig. «Ne discutiamo domenica», ha ribadito il ministro dell’Economia dal G7 di Ailesbury, dando anche un segnale di ottimismo: «Siamo sulla buona strada». Nel governo il ministro dello Sviluppo Zanonato è favore della cancellazione dell’Imu sui capannoni industriali e ha sollevato il caso di circa 40 mila case costruite da cooperative e rimaste indivise sulle quali si paga come se fosse una seconda casa. Dai sindacati, Cisle e Cgil, è arrivata la richiesta al Governo di non sottovalutare anche il problema della proroga dei contratti precari in scadenza a luglio nelle pubbliche amministrazioni. Cresce intanto l’allarme per lo stop all’acconto Imu di giugno da parte dei Comuni che avrebbe portato risorse in cassa. Senza una piena compensazione i bilanci dei comuni saltano» ha avvertito il presidente facente funzioni dell'Anci, Alessandro Cattaneo. Pronta la risposta dell’ex presidente dell’Anci oggi ministro per gli affari regionali Graziano Del Rio: «Le preoccupazioni dei sindaci sono ben presenti al Governo. Si cercheranno soluzioni che non mettano in crisi i comuni». Intanto un emendamento approvato ieri dalla Commissione Bilancio della Camera fa chiarezza e semplifica le modalità di calcolo per l'acconto Imu di giugno. Per le seconde, visto che se il governo approverà il decreto di rinvio non si pagherà solo per le prime case, si paga il 50% dell’anno Politicamente però il Pdl continua a mordere il freno e ha garantito che l’Imu sulla prima casa sarà cancellata. Brunetta poi ha chiosato che il Pdl «non ha assolutamente rinunciato alla restituzione» dell'imposta pagata lo scorso anno.
Primo esame in Abbazia per il decreto sull’Imu
Nodo Il testo, rinviato per verificare le coperture, sarà presentato domani da Saccomanni ai ministri riuniti da Letta a Sarteano
