Fiat ancora in evidenza a piazza affari. il titolo guadagna il 3,93% dopo il 2,53% di ieri. a spingere le quotazioni sono ancora le indiscrezioni del wall street journal secondo cui il lingotto potrebbe portarsi al 100% del capitale di chrysler per poi procedere a una quotazione a wall street; il tutto in tempi molto brevi. Intanto oggi pomeriggio i legali di fiat e quelli del sindacato uaw si troveranno per la prima volta al tribunale del delware per esporre al giudice arbitrale le loro ragioni sul contenzioso riguardante il prezzo del 3,32% di chrysler del fondo veba che il lingotto ha l'opzione per comprare. La decisione non arriverà oggi, tuttavia, potrebbe fornire una prima indicazione sull'orientamento del tribunale e sulla valutazione di chrysler. Per il wall street journal, fiat intende accelerare per chiudere al più presto l'acquisizione del 41,5% del costruttore americano non ancora di proprietà del gruppo torinese. A quel punto potrebbe essere direttamente il lingotto a promuovere una quotazione di chrysler a wall street, o meglio ancora della realtà che nascerà dalla fusione del gruppo usa con quello italiano, un pò come avvenuto con fiat industrial e cnh. Fiat prende la rincorsa a Piazza Affari dopo le indiscrezioni su un’accelerazione del dossier della fusione con la statunitense Chrysler. Il titolo è partito a razzo nella mattinata di ieri e ha chiuso con un aumento del 3,8%. Una crescita che arriva dopo l’aumento del 2,53% maturato sempre sul listino milanese mercoledì. A spingere le quotazioni del titolo del Lingotto sono ancora le indiscrezioni del Wall Street journal secondo cui la casa automobilistica torinese potrebbe portarsi al 100% del capitale di Chrysler per poi procedere a una quotazione a Wall Street. Il tutto in tempi molto brevi. Finora l’ad Sergio Marchionne era parso scettico su un ritorno sulla piazza azionaria di chrysler, che non è più quotata dal 2007, anno della grande crisi dell’industria auto statunitense e dell’arrivo del capitale italiano nella casa Usa con il placet del presidente Obama. Oggi il colosso dell’auto Usa è tornato in attivo mentre Fiat risente della crisi europea e del calo di vendite in Italia. Per il Wall street journal, Fiat intende accelerare per chiudere al più presto l'acquisizione del 41,5% del costruttore americano non ancora di proprietà del gruppo torinese. A quel punto potrebbe essere direttamente il Lingotto a promuovere una quotazione di Chrysler a Wall Street, o meglio ancora della realtà che nascerà dalla fusione del gruppo Usa con quello italiano, un po’ come avvenuto con Fiat industrial e Cnh. Fiat appare fiduciosa di riuscire a rilevare il resto di Chrysler che ancora non possiede dal fondo sanitario del sindacato Veba, risolvendo una disputa sulla valutazione delle quote. E proprio ieri pomeriggio i legali di Fiat e quelli del sindacato Uaw si sono trovati per la prima volta al tribunale del Delaware per esporre al giudice arbitrale le loro ragioni sul contenzioso riguardante il prezzo del 3,32% di Chrysler in carico al fondo Veba e che la casa torinese ha l’opzione per comprare. Il giudice sembrerebbe orientato a dare ragione alle richieste del fondo Veba. Questo significa che Fiat potrebbe dover pagare più dei 139,7 milioni di dollari offerti per esercitare l’opzione di acquisto. La quota vale almeno 342 milioni di dollari. La decisione della corte sul prezzo attesa entro giugno, potrebbe influenzare il prezzo d'acquisto complessivo dell'intera quota del 41,5% di Chrysler che fa capo al Veba e che Fiat e' intenzionata a rilevare. Secondo la banca d’affari Usa la quota di Chrysler in mano al United Auto Workers (Uaw), il sindacato dei metalmeccanici americano, potrebbe costare a Fiat fra i 3 e i 4 miliardi di dollari, quindi meno dei 4,6 miliardi di dollari stimati dal Veba, il fondo del Uaw.
Fusione vicina. Fiat corre in Borsa
Marchionne accelera sull’acquisto della quota Chrysler. Il titolo cresce del 4%
