Il fatturato del vino Made in Italy cresce del 5% e raggiunge nel 2012 il valore record di 8,9 miliardi per effetto della grande capacità di innovazione degli imprenditori che ha consentito la conquista di nuovi mercati nonostante la crisi dei consumi interni. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti che, all'inaugurazione del Vinitaly di Verona, presso il proprio stand nel Centro Servizi Arena (corridoio tra i padiglioni 6 e 7), ha presentato le novità enologiche del 2013. «Si tratta di esempi di successo che puntano a valorizzare la distintività del prodotto e il legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale», ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «il vino e con esso l'agroalimentare, possono essere i precursori di un nuovo modello si sviluppo per il Paese le cui radici affondino nella riconoscibilità territoriale, in processi produttivi sostenibili, in modelli aziendali a misura d'uomo, in parametri di qualità e genuinità assoluti». Dal primo spumante con polvere d'oro a quello dietetico, dal vino invecchiato negli abissi marini a quello nei ghiacciai, dal ritorno del vino dei Celti al primo vino d'orchestra e molto altro ancora. La crescita del fatturato del vino italiano è il risultato - sottolinea la Coldiretti - di un aumento del 6,5% nelle esportazioni che sono risultate pari a 4,7 miliardi al quale si è aggiunto un leggero incremento delle vendite sul mercato nazionale che sono risultate pari a 4,2 miliardi (+2%). La capacità di innovazione del vino appare evidente - precisa la Coldiretti - nell'abbinamento con la polvere d'oro contenuta nello spumante L'Etoile dell'Azienda La Rocchetta di Villongo (Bergamo). Le piccole stelle d'oro che fluttuano senza alterare profumo e gusto dello spumante non rappresentano soltanto un fatto estetico in quanto il prezioso metallo possiede virtù terapeutiche e proprietà antiossidanti. Dalle aziende vitivinicole sono nate opportunità di lavoro per 1,25 mln di italiani nel 2012, segnando un aumento del 3% rispetto al 2011 di quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell'indotto. Lo ha reso noto il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento all'incontro «50 anni di qualità e bellezza nei territori», organizzato da Coldiretti e dalle Città del vino al Vinitaly di Verona, che ripercorre la storia del settore a 50 anni dalla produzione della prima bottiglia di vino italiano Doc realizzata grazie al DPR 930 del 1963.
Fatturato vino made in Italy cresce del 5% e salgono i posti di lavoro
Il fatturato del vino Made in Italy cresce del 5% e raggiunge nel 2012 il valore record di 8,9 miliardi per effetto della grande capacità di innovazione degli imprenditori