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Generali accelera il riassetto

Unipol-Fonsai si rafforza. Greco stringe i tempi della riorganizzazione

Generali accelera il riassetto

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L’ad delle Generali, Mario Greco, accelera la realizzazione del suo piano di riorganizzazione societaria presentato alla comunità finanziaria londinese a gennaio scorso. Così, già dopo la prossima assemblea degli azionisti prevista per fine aprile partirà, secondo quanto risulta a Il Tempo, il processo di integrazione delle varie società, tra loro autonome, con le quali il colosso di Trieste opera ancora oggi in Italia. Lo schema di Greco prevedeva tempi più lunghi, e cioè entro il 2015, per un processo razionalizzazione che vedeva la nascita della subholding Assicurazioni Generali Italia, Alleanza e Genertel. Sarebbero andati invece in soffitta i marchi Ina, Assitalia, Toro, Genertel Life, Augusta, Lloyd Italico, Fata. La semplificazione delle strutture societarie e l’eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni avrebbe portato nelle intenzioni in un triennio a far restare in Italia tre compagnie, con propri marchi, aree di business e canali distributivi: Assicurazioni Generali, con la rete di agenzie e le attività Vita e Danni di fascia “alta”; Alleanza, dedicata alle famiglie (dal 2013 anche nei Danni con l’Rc auto); Genertel per i canali alternativi (telefono, web e bancassicurazione).

Per facilitare il cambiamento ed evitare strappi nella macchina l’ad del gruppo triestino aveva creato un sorta di organismo di compensazione. E cioè otto tavoli tecnici guidati da Giorgio Trombetta, manager di lungo corso in casa Generali, che avrebbero dovuto riunirsi con una determinata frequenza per fare il punto sul processo di cambiamento.

Insomma il cammino previsto prevedeva un riordino senza scossoni. Negli ultimi tempi però Greco avrebbe innestato una marcia più alta per portare a casa la riorganizzazione in tempi più brevi.

Una decisione, spiegano fonti vicine al dossier, determinata dalla potenziale concorrenza del gruppo assicurativo che si prepara a contendere nel mercato italiano la supremazia di Trieste e cioè la nuova Unipol-Fonsai.

Un concorrente fino a oggi solo sulla carta ma che comincia a dare segni di vitalità immediatamente percepiti dal radar di Greco, esperto del campo assicurativo da molti anni. A metterlo in allarme le conseguenze della sua azione di rimodellamento delle prime linee a lui vicine con l’inserimento di giovani con respiro e visione internazionale e con curriculum targato McKinsey, fucina di manager di alto livello dai quali è uscito lo stesso Greco. Una politica percepita dai dirigenti della vecchia guardia come un cambio di passo nella mentalità aziendale. Molti di loro dunque, anche in seguito alla diminuzione dei dirigenti, imposta dalla cura Greco hanno cominciato a guardare altrove. Alcuni proprio alla nascente Unipol-Fonsai che starebbe concentrando il suo core business nel ramo Danni, attività tradizionale assicurativa, e meno nella comparto Vita che soffre della generale debolezza della finanza in senso lato. Il caso di specie è quello di Nazareno Cerni, già corporate manager del Leone di Trieste, e in uscita per approdare alla Unipol-Fonsai. Un esodo di cervelli assicurativi che rischia di rafforzare il team guidato dal neo presidente della compagnia bolognese, Fabio Cerchiai, esperto di lungo data della politica commerciale assicurativa italiana. E che Greco vuole contrastare proprio accelerando il suo disegno organizzativo.

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