Economia

Gli Agnelli semplificano Exor I titoli della società tutti uguali

Il 99% dei soci dice sì alla conversione delle azioni privilegiate in ordinarie

«È andata molto bene. Abbiamo avuto un’approvazione altissima nelle assemblee di ieri e di oggi, più del 99 per cento, e dunque questo è un dato molto incoraggiante, che fa vedere come il mercato ci ha seguito in questo ulteriore passaggio di semplificazione di Exor». Così ha detto il presidente John Elkann al termine dell'assemblea, che ha approvato la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni di risparmio. A chi gli domandava se questo passaggio preluda a nuovi investimenti, Elkann ha risposto: «No, non è collegato» escludendo anche operazioni di merger and acquisition. «Oggi - ha concluso - il gruppo è molto più chiaro, semplice e assolutamente allineato con quelle che sono le aspettative di tutti i nostri azionisti». L’assemblea degli azionisti Exor, ha approvato, in sede straordinaria, la conversione obbligatoria delle 76.801.460 azioni privilegiate e delle 9.168.894 azioni di risparmio in azioni ordinarie sulla base di un rapporto di conversione pari a una azione ordinaria per ciascuna azione privilegiata o di risparmio, e le relative modifiche statutarie. La conversione obbligatoria delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni ordinarie è stata già approvata martedì dalle rispettive assemblee speciali. I titolari di azioni privilegiate e di risparmio che non abbiano concorso all’adozione delle relative deliberazioni (ossia gli azionisti assenti, dissenzienti o astenuti) potranno esercitare il diritto di recesso entro quindici giorni dalla data di iscrizione delle deliberazioni nel Registro delle Imprese di Torino, che sarà comunicata secondo le modalità previste dalle normative vigenti. Il valore di liquidazione riconosciuto agli azionisti nel caso di esercizio del diritto di recesso sarà pari a 16,972 euro per ogni azione privilegiata e 16,899 euro per ogni azione di risparmio. La conversione di ciascuna categoria di azioni avrà luogo a condizione che l’esborso a carico della società a fronte dell’eventuale esercizio del diritto di recesso non sia superiore a 80 milioni di euro per le azioni privilegiate e a 20 milioni di euro per le azioni di risparmio. In caso di superamento di uno di questi limiti, si procederà comunque alla conversione delle azioni di entrambe le categorie qualora l’esborso complessivo per la società a fronte dell'esercizio del diritto di recesso relativo ad entrambe le categorie di azioni non ecceda complessivamente l’importo di 100 milioni di euro. L’assemblea degli azionisti ha, infine, approvato in sede ordinaria l’integrazione della delibera di autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie già approvata dall’assemblea del 29 maggio 2012 per prevedere che la società possa procedere all'acquisto delle azioni privilegiate e di risparmio dagli azionisti che abbiano eventualmente esercitato il diritto di recesso anche prima del termine del procedimento di liquidazione. «È andata molto bene. Abbiamo avuto un’approvazione altissima nelle assemblee di ieri e di oggi, più del 99 per cento, e dunque questo è un dato molto incoraggiante, che fa vedere come il mercato ci ha seguito in questo ulteriore passaggio di semplificazione di Exor». Così ha detto il presidente John Elkann al termine dell'assemblea, che ha approvato la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni di risparmio. A chi gli domandava se questo passaggio preluda a nuovi investimenti, Elkann ha risposto: «No, non è collegato» escludendo anche operazioni di merger and acquisition. «Oggi - ha concluso - il gruppo è molto più chiaro, semplice e assolutamente allineato con quelle che sono le aspettative di tutti i nostri azionisti». L’assemblea degli azionisti Exor, ha approvato, in sede straordinaria, la conversione obbligatoria delle 76.801.460 azioni privilegiate e delle 9.168.894 azioni di risparmio in azioni ordinarie sulla base di un rapporto di conversione pari a una azione ordinaria per ciascuna azione privilegiata o di risparmio, e le relative modifiche statutarie. La conversione obbligatoria delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni ordinarie è stata già approvata martedì dalle rispettive assemblee speciali. I titolari di azioni privilegiate e di risparmio che non abbiano concorso all’adozione delle relative deliberazioni (ossia gli azionisti assenti, dissenzienti o astenuti) potranno esercitare il diritto di recesso entro quindici giorni dalla data di iscrizione delle deliberazioni nel Registro delle Imprese di Torino, che sarà comunicata secondo le modalità previste dalle normative vigenti. Il valore di liquidazione riconosciuto agli azionisti nel caso di esercizio del diritto di recesso sarà pari a 16,972 euro per ogni azione privilegiata e 16,899 euro per ogni azione di risparmio. La conversione di ciascuna categoria di azioni avrà luogo a condizione che l’esborso a carico della società a fronte dell’eventuale esercizio del diritto di recesso non sia superiore a 80 milioni di euro per le azioni privilegiate e a 20 milioni di euro per le azioni di risparmio. In caso di superamento di uno di questi limiti, si procederà comunque alla conversione delle azioni di entrambe le categorie qualora l’esborso complessivo per la società a fronte dell'esercizio del diritto di recesso relativo ad entrambe le categorie di azioni non ecceda complessivamente l’importo di 100 milioni di euro. L’assemblea degli azionisti ha, infine, approvato in sede ordinaria l’integrazione della delibera di autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie già approvata dall’assemblea del 29 maggio 2012 per prevedere che la società possa procedere all'acquisto delle azioni privilegiate e di risparmio dagli azionisti che abbiano eventualmente esercitato il diritto di recesso anche prima del termine del procedimento di liquidazione. «È andata molto bene. Abbiamo avuto un'approvazione altissima nelle assemblee, più del 99 per cento, e dunque questo è un dato molto incoraggiante, che fa vedere come il mercato ci ha seguito in questo ulteriore passaggio di semplificazione di Exor». Cosè ha detto il presidente John Elkann al termine dell'assemblea, che ha approvato la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni ordinarie. A chi gli domandava se questo passaggio preluda a nuovi investimenti, Elkann ha risposto: «No, non è collegato» escludendo anche operazioni di merger and acquisition. «Oggi - ha concluso - il Gruppo è molto più chiaro, semplice e assolutamente allineato con quelle che sono le aspettative di tutti i nostri azionisti». L’assemblea degli azionisti Exor, ha approvato, in sede straordinaria, la conversione obbligatoria delle 76.801.460 azioni privilegiate e delle 9.168.894 azioni di risparmio in azioni ordinarie sulla base di un rapporto di conversione pari a una azione ordinaria per ciascuna azione privilegiata o di risparmio, e le relative modifiche statutarie. La conversione obbligatoria delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni ordinarie è stata già approvata martedì dalle rispettive assemblee speciali. I titolari di azioni privilegiate e di risparmio che non abbiano concorso all'adozione delle relative deliberazioni (ossia gli azionisti assenti, dissenzienti o astenuti) potranno esercitare il diritto di recesso entro quindici giorni dalla data di iscrizione delle deliberazioni nel Registro delle Imprese di Torino, che sarà comunicata secondo le modalità previste dalle normative vigenti. Il valore di liquidazione riconosciuto agli azionisti nel caso di esercizio del diritto di recesso sarà pari a 16,972 euro per ogni azione privilegiata e 16,899 euro per ogni azione di risparmio. La conversione di ciascuna categoria di azioni avrà luogo a condizione che l’esborso a carico della società a fronte dell'eventuale esercizio del diritto di recesso non sia superiore a 80 milioni di euro per le azioni privilegiate e a 20 milioni di euro per le azioni di risparmio. In caso di superamento di uno di questi limiti, si procederà comunque alla conversione delle azioni di entrambe le categorie qualora l’esborso complessivo per la societa' a fronte dell'esercizio del diritto di recesso relativo ad entrambe le categorie di azioni non ecceda complessivamente l'importo di 100 milioni di euro. L'assemblea degli azionisti ha, infine, approvato in sede ordinaria l'integrazione della delibera di autorizzazione all'acquisto ed alla disposizione di azioni proprie gia' approvata dall'assemblea del 29 maggio 2012 per prevedere che la societa' possa procedere all'acquisto delle azioni privilegiate e di risparmio dagli azionisti che abbiano eventualmente esercitato il diritto di recesso anche prima del termine del procedimento di liquidazione. Elkann ha parlato anche del principale asset controllato da Exor: «Il percorso è avviato, non c'è dubbio che ci sia un grande beneficio a poter aumentare l’integrazione tra Fiat e Chrysler». Questo merito a un possibile prolungamento dei tempi della fusione dopo la decisione del tribunale del Delaware di concedere più tempo a Veba per depositare la documentazione funzionale alla valorizzazione di una parte della quota detenuta da veba in Chrysler.

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