Proseguono le schermaglie tra Cgil e governo sulla riforma del mercato del lavoro. Se il governo Monti vuole l'accordo, ha "twittato" il sindacato di Corso Italia, "chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e strumenti". Per la Cgil, "non è necessaria la concertazione anni '90 ma un confronto serio e onesto". E con Cisl e Uil "serve arrivarci con una posizione comune". Secca la bocciatura del contratto unico proposto dal senatore Pd, Pietro Ichino: "E' pubblicità ingannevole. Non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani". Cgil: confronto vero per l'accordo "Se il governo Monti vuole l'accordo chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e strumenti". L'avvertimento è della Cgil che dal suo profilo Twitter aggiunge: "E' solo buon senso, altrimenti è tutto fumo per decidere da soli". Per il sindacato di Corso Italia, "non è necessaria la concertazione anni '90 ma un confronto serio e onesto" E con Cisl e Uil "serve arrivarci con una posizione comune". Per questo, afferma la Cgil, "bisogna concordare uno spartito: non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati". Cisl: serve volontà di confronto "Verificheremo nei fatti la reale volontà sia del governo sia delle altri parti sociali di fare una vera trattativa che conduca ad un accordo sui temi della crescita e dell'occupazione". È la posizione della Cisl in vista del confronto con il governo che si aprirà la prossima settimana a partire dalla riforma del mercato del lavoro. "La gravità dei temi economici e sociali da affrontare con il governo, a partire dall'emergenza lavoro, non consente a nessuno di innescare polemiche pregiudiziali o, peggio ancora, di esprimere giudizi caricaturali sulle posizioni altrui" dice il sindacato guidato da Raffaele Bonanni, dopo le dichiarazioni di oggi della Cgil che chiamano in causa il ruolo di Cisl e Uil. La Cisl "non intende partecipare a questo teatrino mediatico virtuale senza costrutto. Noi chiediamo al Governo con tenace determinazione - sottolinea una nota - di non partire da posizioni precofenzionate da altri, ma di saper costruire nei prossimi giorni con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali un Patto sociale che riguardi le politiche per migliorare il mercato del lavoro e incentivare la buona occupazione, rilanciare la crescita con investimenti e liberalizzazioni, sostenere i redditi di lavoratori, pensionati e famiglie con la riforma fiscale. Quello che conta per la Cisl è il merito. Le modalità con cui il Governo intende aprire il confronto con le parti sociali non possono diventare pretesto per non affrontare i problemi pesantissimi che gravano sul mondo del lavoro e trovare le necessarie soluzioni".
Lavoro, i sindacati non mollano sull'articolo 18

Argomenti