I leader Ue devono rendere operativo l'Efsf, il fondo salva-stati, "il prima possibile". Lo sollecita il presidente della Bce Mario Draghi, che intervenendo all'European Banking Congress rende esplicito il suo monito: "Dov'è l'applicazione di queste decisioni di ampio respiro?" si è chiesto, aggiungendo che "non dovremmo continuare ad attendere" perché i rischi al ribasso per le prospettive dell'Eurozona sono aumentati. Allarme Bce: l'economia peggiorerà Draghi ha spiegato che l'attività economica è destinata a indebolirsi nelle economie più avanzate e che ciò porterà a una moderazione delle dinamiche dei prezzi. Il numero uno dell'Eurotower ha dichiarato che la Bce "sta dando il suo contributo all'economia in piena indipendenza" e che "una banca centrale puo' perdere credibilità in fretta, e ciò avrebbe enormi costi economici e sociali". Spetta ai politici però trovare una soluzione alla crisi del debito europea, e ciò può avvenire solo attraverso una governance economica comunitaria più forte. "Le politiche economiche nazionali sono altrettanto responsabili della ricostruzione e della salvaguardia della stabilità finanziaria - ha sottolineato Draghi - Finanze pubbliche solide e riforme strutturali che gettino le basi per la competitività, la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro sono due degli elementi essenziali". Il terzo elemento, secondo Draghi, è "una governance economica della Ue molto più robusta". Lo spread tra i Bonos decennali spagnoli e i Bund ha superato quello italiano Se il differenziale di rendimento tra Btp decennali e titoli tedeschi equivalenti resta inchiodato a quota 500 punti, con un rendimento del 6,8%, lo spread iberico è volato a 525 punti, con gli interessi al 7,1%, lo stesso livello che aveva spinto Grecia, Irlanda e Portogallo verso un piano di salvataggio e aveva fatto suonare il campanello d'allarme in Italia nei giorni scorsi. Quindi il differenziale spagnolo è tornato sotto i livelli italiani. Giornata di volatilità per Piazza Affari, che ha terminato la seduta, e la settimana, con un rialzo del Ftse Mib dello 0,23%, in terreno più positivo delle altre piazze europee. L'indice ha passato il venerdì ad oscillare tra scadenze tecniche, incertezze europee sul debito di Paesi a rischio, il voto di fiducia alla Camera per il governo Monti, che entra quindi pienamente in funzione, l'allentarsi della tensione sui titoli di Stato italiani ed un andamento altalenante di Wall Street. Nell'ultimo giorno dell'aumento di capitale da 800 milioni, Bpm ha perso quasi il 7% (-6,95% a 28 centesimi), seguita da Mediobanca (-3,6%) che guida il consorzio di ricapitalizzazione. Giù del 3% anche Fiat, mentre continua il calo di Finmeccanica (-2,78%). Cala del 2,6% Luxottica: l' amministratore delegato Andrea Guerra è stato citato oggi da ipotesi di stampa come uno dei possibili sostituti di Corrado Passera, che per assumere l'incarico di ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture ha lasciato quello di amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, oggi tornata positiva (+2,4%). Bene anche Ubi Banca (+3,7%), Campari (+3,2%), Bper (+2,7%). In recupero, dopo gli ultimi ribassi, Buzzi (+1,7%), Mediaset (+1,5%), Unicredit (+1,1%). Lo spread tra il btp e il bund tedesco chiude la seduta e la settimana sotto i 470 punti base a 467,5. Il rendimento del decennale scende al 6,64% dal 6,84% di ieri.
Allarme di Draghi: la crisi peggiorerà Milano chiude in rialzo

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