La lunga attesa di Mario Draghi sta per giungere al termine. Da domani il numero uno di Bankitalia erediterà ufficialmente il ruolo di Jean-Claude Trichet alla guida della Banca Centrale Europea e l'avvicendamento non potrebbe giungere in una fase più critica. A fronte di un'economia mondiale in netto rallentamento come testimoniato anche oggi dalla drastica riduzione delle stime per il 2012 annunciata dall'Ocse (da +2% a un modestissimo +0,3%), il fronte dell'Eurozona resta alle prese con una crisi gravissima nonostante i progressi raggiunti, ma per ora solo a parole, nella riunione dell'Eurogruppo di mercoledì scorso. Mario Draghi è arrivato alla Banca centrale europea. Potrebbe essere il 35simo piano del grattacielo, dove si riunisce oggi l'ultimo comitato esecutivo dell'era Trichet, lo scenario del passaggio di testimone al nuovo presidente. L'insediamento ufficiale di Draghi sarà domani, ma la settimana si preannuncia cruciale e l'agenda è già piena. E non solo per il G20 che segnerà il debutto del nuovo presidente tra i «grandi» del mondo. C'è tempo solo fino giovedì per preparare la riunione del comitato direttivo, incontrarsi e scambiare pareri e analisi con i colleghi. Le prime sfide: taglio dei tassi e fondo salva-Stati. Si parla di un possibile taglio dei tassi di interesse ed è necessario decidere sugli acquisti dei titoli di Stato che hanno già raggiunto 174 miliardi di euro. In particolare, già nella cena che tradizionalmente precede il Consiglio esecutivo, si discuterà con ogni probabilità, dell'Italia, della Spagna e del rafforzamento del fondo salva-Stati deciso all'ultimo consiglio europeo, quello in cui Silvio Berlusconi ha presentato la sua lettera di intenti. Sarà inoltre sul tavolo l'inflazione, stabile a ottobre al 3% nell'eurozona, un livello che è considerato troppo elevato dalla Bce e che, secondo diversi osservatori, complica il lavoro del nuovo presidente. La prima decisione sui tassi di interesse è il banco di prova fondamentale per il governatore uscente: un gruppo di economisti invoca un taglio del costo del denaro, portato all'1,50% a luglio, ma una mossa di questo tipo potrebbe accelerare la corsa dei prezzi e rivelarsi pericolosa per Draghi. Dalla Bundesbank è già arrivato un avviso a mantenere salda la lotta all'inflazione e a interrompere quanto prima l'acquisto dei titoli di stato. E Draghi, sottolinea il Financial Times, deve «guadagnarsi la credibilità del popolo tedesco». «Come banchiere centrale è un conservatore, ma nel momento in cui verrà percepito come un italiano morbido, sarà morto», osserva Lucrezia Riechlin della London Business School. Giovedì, subito dopo la conferenza stampa, Draghi lascerà Francoforte per Cannes, dove lo attendono i capi di stato nella doppia veste di presidente della banca centrale europea e di presidente del Financial stability board. Il suo ultimo atto alla guida dell'Fsb sarà la presentazione della lista delle 29 grandi istituzioni finanziarie in grado di generare danni all'intero sistema in caso di difficoltà (come nel caso Lehman Brotehrs). Banche che dovranno disporre di maggiore capitale rispetto alle rivali più piccole.
Crisi del debito e fondo salva-Stati Ecco le sfide di Draghi alla Bce

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