Economia

Giovani agricoltori crescono e fanno business con le idee

Èquanto emerso dall'assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, che questa settimana all'auditorium Parco della Musica di Roma ha radunato duemila imprenditori giovani di tutta Italia che hanno portato le loro esperienze e la voglia di cogliere le opportunità offerte dal mercato con esperienze innovative. Non manca nulla nel variegato panorama delle nuove proposte di «agribusiness» che nel 2010 hanno fatto sbocciare 28.115 nuove imprese e portato nel settore a un incremento occupazione dell'1,9% a fronte del calo generale dello 0,7%. Tenendo fede al vademecum Coldiretti che spiega in dieci mosse come avviare un'impresa, e parte dalla necessità di «sviluppare un progetto senza fermarsi alla semplice visione bucolica della campagna», stanno nascendo e prosperano iniziative come le fattorie didattiche per avvicinare i bimbi alla natura, gli «agriospizio» per ospitare gli anziani negli agriturismo e persino chi fa energia verde con i fiori. Giovani e innovativi ma con il pallino della tradizione e per questo molti Under 35 si dedicano al recupero di antiche varietà colturali o di razze animali a rischio estinzione. Proprio l'agricoltura, secondo le analisi Coldiretti, sarà in grado di offrire nei prossimi dieci anni opportunità occupazionali a 250mila lavoratori. Ma in questo scenario favorevole, osserva il delegato nazionale dei Giovani Coldiretti Vittorio Sangiorgio, «sono ancora troppe le molestie che un giovane che vuole fare impresa deve subire. Ci vogliono oltre due anni per concludere l'istruttoria della domanda per finanziamento pubblico di un giovane, con il rischio che la sua idea diventi già vecchia». La volontà di crescita delle giovani imprese agricole è comunque tanta e ammonta a 4 miliardi il valore degli investimenti condotti dagli Under 35 nel periodo di programmazione 2007-2013. La capacità di innovazione è il tratto forte dell'imprenditoria «green» nei campi. «E anche se avere un'idea non garantisce il successo, almeno ci si prova - osserva il presidente di Coldiretti Sergio Marini - In agricoltura c'è un bello spaccato dell'Italia che lavora che scommette sul futuro, che ha voglia di fare, che rivendica ma prima fa le cose e poi rivendica e questo è un bel messaggio per un Paese che ha qualche difficoltà. È un pezzo dell'Italia che ci tirerà fuori a tutti». Per un numero crescente di giovani il lavoro nei campi è diventato - sottolinea ancora Marini - una valida alternativa alla disoccupazione, «sia per chi vuole fare impresa sia per chi vuole trovare semplicemente una occupazione per l'estate».

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