Economia

Draghi: nuovo Patto contro altri crac

Il suo è quasi un presagio. Un monito che fa scorrere qualche brivido. Come se la crisi che ha investito la Grecia, e che per ora sembra sotto controllo, possa nuovamente sfuggire dalla rete di sicurezza stesa dai partner investendo gli anelli deboli dell'Europa. Questo ha fatto balenare nel suo intervento il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso di un convegno alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Draghi ha detto: «La possibilità di un'improvvisa inversione negativa è alta, come dimostra la situazione in Grecia. Se si deteriorano le condizioni economiche e non avremo riformato il sistema finanziario dovremo affrontare il rischio di un rinnovato avvitamento verso il basso». E da questo punto di vista «ci sono altri paesi nel mondo che, senza misure di aggiustamento precauzionale, sono esposti a un simile rischio». Il pensiero corre immediatamente a Spagna e Portogallo. E ancora all'Irlanda. Nulla per ora per l'Italia imbrigliata nella strategia difensiva del ministro Giulio Tremonti che, in tempi non sospetti, ha messo al sicuro i conti del bilancio pubblico. La ricetta dell'inquilino di Palazzo Koch per evitare nuovi default europei vale per tutti ed è la riforma del Patto di Stabilità (le norme da rispettare da parte dei paesi Ue in tema di contabilità pubblica) che «va cambiato, reso più incisivo. Bisogna passare a un governo economico dell'Unione più forte» ha detto Draghi, nelle vesti di presidente del Financial Stability Board. Finora, ha osservato infatti, esso è consistito in un meccanismo di osservazione dei bilanci pubblici. «È necessario ora renderlo più incisivo ed estenderlo all'area delle riforme strutturali perché la mancanza di tali riforme è il motivo alla base della mancata crescita di alcuni paesi». Draghi ha quindi ricordato che «alcuni dicono che bisogna attuare le riforme gradualmente per evitare di compromettere la fragile ripresa in atto. Io rispondo che la ripresa è troppo fragile per permettere temporeggiamenti». Intanto ieri il governo tedesco ha varato in tempi record un disegno di legge per la partecipazione della Germania al piano di aiuti alla Grecia: «Con questa legge non aiutiamo soltanto la Grecia, ma garantiamo anche la stabilità dell'euro - ha detto la Merkel. Una valuta stabile è un grande bene». La Merkel ha chiesto anche l'istituzione di un'agenzia di rating europea.

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