Economia

"La Capitale sarà più competitiva"

«Un intervento quello del Comune di Roma che spinge la competitività del territorio con uno sforzo finanziario minimo» spiega a Il Tempo, Stefano Zapponini, Vice Presidente Unione Industriali di Roma e presidente comitato per la piccola industria con delega per la semplificazione amministrativa. Bastano otto milioni di euro messi dal Comune? Sono una cifra che può mettere in moto ben 128 milioni di prestiti. Il meccanismo di moltiplicazione è molto elevato. Questo è importante perché si dà un segnale sul fatto che ci si orienta verso un modello in cui si spende meno per gli incentivi a fondo perduto. E si premiano formule per aumentare l'efficienza dei soldi pubblici. La Banca Impresa Lazio è il perno di questa strategia?  Marrazzo voleva inizialmente chiuderla. Poi anche a seguito delle nostre richieste la salvò e ci investì 60 milioni in tre anni. Ora possiamo dire: meno male. Ma si è perso ugualmente del tempo utile. Se fossimo arrivati alla crisi con una Bil pienamente operativa avremmo contrastato la recessione con armi migliori Meglio tardi che mai però? Già. Ma non bisogna accontentarsi. Aspettiamo che adesso mettano mano al portafoglio, per investire nella Bil, la provincia di Roma e le altre quattro laziali. E perché no anche tutti gli altri comuni del Lazio. Visto il moltiplicatore della garanzia generato anche un piccolo chip da parte di ognuno di questi soggetti metterebbe in moto una leva straordinaria. Passiamo al secondo punto. La possibilità per le imprese piccole che lavorano alla metropolitana di scontare i loro crediti in banca. È il segnale che bisogna investire nei grandi progetti soprattuto per la mobilità perché portano ricchezza non solo alle grandi aziende ma anche a quelle piccole. A quali altre grandi iniziative pensa per rilanciare l'economia romana? Il primo è la banda larga. Lo Stato centrale ha passato la mano congelando i fondi per realizzarle. A Roma, invece, il progetto è già in fase di creazione. Al termine significherà molte cose: salute, sicurezza, semplificazione amministrativa e business. Il secondo progetto è la nuova rete elettrica, finanziato da Terna e Acea, e che prevede la spinta sul fotovoltaico Cosa insegna questo provvedimento comunale? Si percepiscono gli effetti di un nuovo modello di agire nei confronti delle imprese da parte delle istituzioni. Cosa serve ancora?  Semplificazione amministrativa preceduta da quella legislativa, interventi sulla fiscalità e credito.

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