Economia

Dpef, crolla il Pil ma ripresa dal 2010

«Questo è l'ultimo Dpef di questo governo. L'azione dell'esecutivo sarà incentrata su tre punti: la tenuta dei conti pubblici, la coesione sociale attraverso gli ammortizzatori e la liquidità alle pmi». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante l'incontro sul Dpef convocato a Palazzo Chigi. «Pensioni, assistenza e sanità sono i cardini della pace sociale» ha detto il ministro, sottolineando, per quanto riguarda le riforme, «l'importanza del federalismo fiscale, della lotta all'evasione e della riforma universitaria». Proprio per quanto riguarda i dati sul fisco forniti dal ministero, che nei primi cinque mesi hanno registrato entrate in calo del 3,4 per cento, Tremonti ha spiegato: «L'evasione fiscale si contrasta con azioni degli enti locali, si vince e si perde sul terreno del federalismo».     Il Dpef «sarà diviso in due parti: una riservata alle riforme e l'altra più prettamente finanziaria».  ha aggiunto il numero uno di via XX Settembre. Riguardo l'indebitamento netto, cioè l'indebitamento corretto al netto degli effetti della crisi, per il 2009 è stimato al 3,1 per cento, per il 2010 al 2,8, per il 2011 al 2,5, per il 2012 al 2,1, 2013 al 2,2 per cento. Il Pil invece nel 2009 crollerà del 5,2 per cento, ma la ripresa arriverà nel 2010 con una crescita che tornerà positiva con un +0,5 per cento. Sempre nelle previsioni del governo, il debito crescerà nel 2009 al 115,4 per cento del Pil, per superare la soglia del 118 per cento nel 2010.   «Le certezze sono che confermiamo la sanità, l'assistenza, tutto quello che serve alla gente per vivere». È quanto ha affermato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti commentando il Dpef presentato alle parti sociali e aggiungendo che «su pensioni, prestazioni e sicurezza non ci sono tagli». Tremonti ha ricordato quindi «gli ammortizzatori sociali, l'aiuto delle imprese nel rapporto con le banche» e ha aggiunto come «abbiamo i soldi sufficienti per l'occupazione e la disoccupazione». Il ministro ha quindi detto che «la novità è che non ci sono novità. Le altre volte c'erano tagli e stangate, noi confermiamo quello che abbiamo fatto l'anno scorso e continuiamo a fare anche per la crisi».

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