Iter che dovrebbe essere assai breve visto che appare oramai scontata la fiducia nonostante le proteste dell'opposizione. Entro oggi i senatori potranno depositare le loro eventuali richieste di modifica al testo che, nel caso della commissione, sono state circa 1.200. Alcune correzioni poi, come hanno più volte ribadito rappresentanti della maggioranza e del Governo, potrebbero anche essere accolte con la prossima Finanziaria. E sempre con un voto di fiducia il decreto potrebbe essere convertito definitivamente dalla Camera. Questo anche perchè, come spiegava appena due giorni fa il sottosegretario allo Sviluppo, Paolo Giaretta, il testo attuale contiene già le sollecitazioni dei deputati più volte incontrati nei giorni scorsi dal Governo per mettere a punto il testo uscito dalla Commissione Bilancio. E c'è comunque un problema legato ai tempi. Pur scadendo il 4 settembre il decreto viaggerà infatti questa settimana in parlamento affiancato ad un altro provvedimento importante che ha creato una serie di problemi «di tenuta» alla maggioranza: il rifinanziamento delle missioni italiane all'estero, che crea problemi per il dissenso di alcuni senatori della sinistra radicale sull'Afghanistan. Intanto, il vento delle liberalizzazioni porta aria di novità anche per i circa 4.700 notai italiani che presto diventeranno 4.900 considerati i 200 che si stanno iscrivendo a ruolo. Ieri il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Paolo Piccoli, ha spiegato che «al governo noi diciamo di andare avanti soprattutto con la riforma complessiva delle professioni, ma avviando un confronto costruttivo con tutte le componenti». Ma sull'abolizione dell'obbligo di intervento del notaio nel passaggio di proprietà dei beni mobili, Piccoli ha spiegato che «il provvedimento era stato preannunciato da tempo, ma quello che non ci convince è che non è specificato chi avrà la responsabilità della conservazione degli atti».
Verso la fiducia
La manovra bis oggi in aula al Senato
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