La ripresa in Borsa coincide però con nuove agitazioni sul fronte sindacale. L'assemblea dei dipendenti Alitalia a Fiumicino di ieri ha avuto però toni di accesa contestazione nei confronti dei sindacati. Più volte è risuonato il grido di «dimissioni» e di «sciopero, sciopero», mentre gli intervenuti al microfono hanno rivendicato quasi tutti «la necessità di una svolta». «Dobbiamo dire basta, questo non è fare sindacato, occorre un nuovo percorso senza paura e senza silenzi», è stata la sintesi della maggior parte degli interventi che hanno denunciato «lo smembramento dell'azienda e l'uso indiscriminato di personale precario». Claudio Genovesi, responsabile nazionale trasporti della Fit Cisl, nell'introdurre il dibattito, aveva detto tra l'altro che «non c'è più spazio sul tema del contenimento del costo del lavoro. Per le forti perplessità sulla strategia e sulla gestione di questa azienda siamo molto vicini a sfiduciare il vertice di Alitalia». Torna quindi il ritornello degli ultimi tempi. «Non c'è un vero piano industriale, mentre la percentuale di ritardi e cancellazioni ha raggiunto il 30%. In un momento in cui i dipendenti sono chiamati a tanti sacrifici, ivertici dovrebbero rispettare il codice etico di tagliarsi almeno la retribuzione».
Alitalia, scontro dipendenti-sindacati
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