Le tasse, il lavoro, l’andamento dell’economia italiana. Sono i contenuti di una tavola rotonda, moderata dalla firma economica del Tempo Filippo Caleri, che ha visto come protagonisti il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, il Presidente del Centro Studi Confcommercio Mariano Bella, l’economista Paolo Reboani.
Un confronto che parte dai numeri dell’economia italiana. Bella mette subito in guardia dal rischio di leggere l’andamento del Paese attraverso una lente esclusivamente politica: «Se uno dice che il governo Meloni non mi piace, non mi interessa. Ma se dice che il governo Meloni non va bene eche l’Italia è ferma, questo è rilevante». Bella citala crescita del Pil, l’andamento dell’occupazione, le esportazioni e gli investimenti per sostenere che la fotografia dell’economia italiana non sia quella di un Paese immobile. «Il Pil dal 2023 al secondo trimestre del 2026 cresce di oltre l’1%, quindi non si può dire che l’Italia sia ferma», afferma, sottolineando anche la tenuta del mercato del lavoro. E aggiunge: «Il problema è la percezione, che non è un fattore indifferente perché è politica».
Secondo Bella, anche i dati più recenti della Bce restituiscono un quadro meno negativo di quello che emerge dal racconto pubblico: «Nel bollettino la Bce dice che l’economia italiana è resiliente, che il mercato del lavoro fa bene, chele esportazioni tengono e che gli investimenti cresceranno». Sul fronte della casa, Spaziani Testa concentra l’attenzione sulla proposta di regolamento europeo sull’emergenza abitativa: «È una proposta che ha l’obiettivo dichiarato di affrontare la crisi abitativa, ma persegue questo obiettivo attraverso misure assolutamente vincolistiche, che io ho definito dirigiste», sottolinea.
Il presidente di Confedilizia richiama in particolare le disposizioni relative agli immobili non destinati all’abitazione principale: «Si arriva a limitare non solo il diritto di proprietà, ma anche la libertà economica, oltre che naturalmente a condizionare il mercato». Spaziani Testa considera il provvedimento l’ultimo tassello di una tendenza più ampia, che comprende anche le raccomandazioni europee sulla tassazione immobiliare. «Lo spostamento delle tasse dall’impresa edal lavoro agli immobili e ai patrimoni porterebbe vantaggi alla crescita:è una teoria che considero sbagliata, e ci sono anche studi che lo dimostrano». Da qui il richiamo a una politica che,invece di penalizzare la proprietà, favorisca l’offerta. In questo senso, Spaziani Testa guarda anche alla prossima legge di bilancio e alla possibilità di estendere la cedolare secca agli immobili non abitativi: «L’eccesso di tassazione sul locatore porta a una difficoltà di incontro fra domanda e offerta.
Incentivare le locazioni può aiutare a far rivivere alcune realtà in difficoltà e a riqualificare i centri urbani». Paolo Reboani sposta invece il focus sulla prossima manovra e sui vincoli europei. E sottolinea il peso della capacità negoziale dei governi: «La capacità di un governo e di un Paese di negoziare fa tutta la differenza». Quanto alle priorità, Reboani indica difesa, energia e soprattutto investimenti, ma per gli interventi immediati guarda anche alle tredicesime: «Io farei le tredicesime molto più che un abbassamento della pressione fiscale che potrebbe essere debole, dando più spazio ai salari. E sui salari, Reboani insiste sul rapporto tra retribuzioni e produttività: «Il salario non è una variabile indipendente: dipende dalla ricchezza prodotta. Per questo respinge l’idea di un ritorno, anche sotto forme diverse, alla scala mobile: «Sono contrarissimo a qualsiasi forma di rinnovo della scala mobile sotto mentite differenti spoglie». La strada, secondo l’economista, passa invece dalla contrattazione tra imprese e sindacati e dalla riduzione della pressione fiscale, accompagnate da maggiori investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Il confronto torna così al tema iniziale: come far crescere l’economia e come distribuire i frutti della crescita. Per Bella il nodo resta quello della produttività, per Reboani quello di salari e investimenti, mentre Spaziani Testa richiama la necessità di non trasformare la casa in un ulteriore terreno di pressione fiscale.
