Il presidente del Sanpaolo Imi, Enrico Salza, ha presentato così il piano 2006-2008 con il quale il gruppo torinese si candida «alla leadership sul mercato italiano». Gli obiettivi finanziari sono ambiziosi, al di là delle attese: un utile raddoppiato rispetto al 2004, da 1,2 a 2,5 miliardi, con un incremento del 18,8% su base annua, un Roe al 18%, un rapporto cost/income al 52% dal 64,1% del 2004, crescita degli impieghi del 9,4% all'anno e delle attività finanziarie del 6%. Saranno aperti 150 nuovi sportelli e sarà allargata la base della clientela (30.000 nuovi clienti sono stati acquisiti nei nove mesi di quest'anno), grazie a iniziative competitive sui prodotti, dal risparmio al lungo termine al credito al consumo ai prodotti di finanza per le imprese. Il modello è quello di una banca nazionale del territorio, con una forte specializzazione per segmento e prodotti: «la novità - ha sottolineato Modiano - è che si parte dal basso con 20 piani triennali coordinati ma distinti, 20 capi che faranno riferimento alla direzione. Sarà un piano facile da gestire». La prima reazione del mercato non è stata entusiasta: a Piazza Affari in una giornata poco brillante, in cui tutto il settore bancario ha registrato un calo, il titolo del gruppo torinese ha perso l'1,57% a 12,20 euro.
Il San Paolo Imi punta su una crescita record
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