Economia

Cimoli:«Le banche finanzieranno Alitalia»

Il presidente della compagnia ha in tasca l'accordo con gli istituti di credito per salvare l'azienda

Che ha anche rassicurato il ministro del welfare, Roberto Maroni, preoccupato per l'ipotesi del nuovo piano industriale che prevede un'ipoteca sulla flotta come garanzia di un prestito di 485 milioni di dollari da parte di un istituto finanziario americano. «Un'operazione che non significa l'avvio della svendita» ha ribadito il presidente di Alitalia. Maroni, però, chiederà ugualmente chiarimenti la prossima settimana. «Non svendiamo pezzi di Alitalia e stiamo lavorando giorno e notte per non farla fallire», ha assicurato il manager della compagnia aerea che ha fatto presagire i primi timidi segnali che gli istituti finanziari, che scioglieranno definitivamente le riserve nell'incontro della prossima settimana, avrebbero condiviso in linea di massima il business plan. «Le banche ci seguono e Alitalia ce la farà. Dopo l'aumento di capitale, tornerà a volare portando in giro lo stile italiano nel mondo» ha detto Cimoli. Che ha approfittato della partecipazione a un convegno a Baveno (Verbania), in Lombardia, per chiarire le decisioni prese dal consiglio di amministrazione con l'aggiornamento del piano industriale 2005-2008. Quella dell'ipoteca per 485 milioni di dollari, «è una parte molto marginale - ha spiegato Cimoli - ed è un modo che abbiamo pensato di utilizzare per una cifra più o meno equivalente a quel prestito ponte che abbiamo avuto due anni fa dall'Ue e che dobbiamo restituire a fine anno». L'aumento di capitale fino a 1,2 miliardi di euro, infatti, «dovrà essere utilizzato per la parte industriale non certo per restituire i debiti» ha spiegato il manager secondo il quale l'ipoteca «è una operazione assolutamente positiva per l'industria, per i lavoratori e per gli azionisti. È una flessibilità in più». Peraltro, l'utilizzo dell'ipoteca non è una novità: «Ci sono compagnie che hanno tutti gli aerei in leasing», ha osservato. La notizia dell'ipoteca ha spiazzato Maroni, che non ne aveva mai sentito parlare negli incontri con Cimoli e le organizzazioni sindacali. «Si era parlato di interventi su tredicesime e quattordicesime, e comunque sulle retribuzioni» per contribuire a colmare il rosso dei conti, ha ricordato il ministro che si è detto «preoccupato» per eventuali ripercussioni sul futuro di lavoratori e azienda. Maroni intende chiedere lumi a Cimoli la prossima settimana anche perchè «è giusto che il governo sia informato». «Mantenere la spesa corrente per le retribuzioni e ipotecare gli aeromobili, con il rischio di cessione di beni strumentali e quindi con un intervento sul patrimonio dell'azienda invece che sulla spesa corrente - ha rilevato Maroni - è un cambio significativo di impostazione della copertura» economica «che il management è libero di fare. Ma visto il ruolo avuto dal governo credo sia utile per l'azienda, per evitare problemi, avere uno scambio di informazioni» ha conluso il titolare del ministero del welfare. Che è rimasto solo tra i suoi colleghi impegnati sul dossier ad essere così stizzito. Una linea più diplomatica è stata scelta dal ministro delle infrastrutture, Pietro Lunardi: «Meno se ne parla (di Alitalia ndr) meglio è - ha detto - Qualsiasi cosa detta in questo momento potrebbe disturbare gli equilibri precari».

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