Economia

Crisi Fiat, lo Stato

a sostegno dell'indotto

Le aziende dell'indotto, in particolare quelle legate alla Fiat, rischiano di chiudere a causa del venir meno delle commesse (proprio ieri ci sono stati momenti di tensione a Palermo per una protesta dei lavoratori dell'indotto di Termini Imerese). Il Governo si prepara quindi a intervenire per ridurre gli effetti della crisi del Lingotto. Un emendamento al disegno di legge sulla competitività prevede infatti l'erogazione di fondi e finanziamenti agevolati tramite l'agenzia Sviluppo Italia. «Si tratta di un provvedimento per sostenere quelle realtà che stanno soffrendo la politica di riduzione della domanda messa in campo dalla Fiat - spiega il relatore del provvedimento, Maurizio Saia - Domani (oggi, ndr) dovrebbe arrivare il via libera alla copertura finanziaria da parte del ministero dell'Economia». Il peso dell'intervento è stato inizialmente stimato intorno ai 400 milioni di euro. L'eccessivo onere per le casse dello Stato stava per far naufragare l'iniziativa. «L'impatto della misura è stato ridotto - dice Saia - adesso non dovrebbero esserci problemi». All'intervento nel ddl competitività, si aggiunge l'ipotesi di un nuovo piano di rottamazione per dare una boccata di ossigeno alle vendite. Sul provvedimento sta lavorando via Venti Settembre di concerto con il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli. Anche qui il problema è la copertura finanziaria, ma l'appoggio politico all'operazione non manca. Per la Fiat del presidente Luca Cordero di Montezemolo si tratterebbe di una vera e proprio manna. Così come avvenne nel 1997, quando con il primo provvedimento di rottamazione a beneficiarne fu soprattutto il Lingotto. Ieri intanto è stato approvato il bilancio della cassaforte del gruppo Fiat, l'accomandita Giovanni Agnelli. g.lom.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.