Sono Astaldi e Impregilo, le due capogruppo in corsa per l'opera a più alto contenuto simbolico del programma infrastrutturale del governo Berlusconi. Il nome del vincitore si conoscerà a fine luglio, quando la Commissione di valutazione che verrà nominata a breve dalla Stretto di Messina spa, ne svelerà il nome. Le due offerte giunte ieri allo scadere del termine riguaredano un appalto da 4,4 miliardi di euro per il general contractor del Ponte, l'importo più alto della storia italiana. Dopo decenni di scontri e polemiche sulla reale fattibilità dell'opera, si entra adesso nella fase finale e il ministro Pietro Lunardi, ha confermato che i cantieri si apriranno, come previsto, entro giugno 2006. Nel 2012 l'apertura al traffico. La sfida. Sfumata ormai l'ipotesi di un'alleanza tra le due italiane, la corsa per progettare e costruire il Ponte è quindi tra due consorzi. Il primo è il raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla capogruppo mandataria Astaldi Spa e dai mandanti Ferrovial Agroman SA, Maire Engineering Spa, Ghella Spa, Vianini Lavori Spa, Grandi Lavori Fincosit Spa. Il secondo è l'associazione temporanea di imprese formata dalla capogruppo mandataria Impregilo Spa e dai mandanti Sacyr SA, Società Italiana Per Condotte D'Acqua Spa, Cooperativa Muratori & Cementisti-CMC di Ravenna, Ishikawajima-Harima Heavy Industries CO Ltd., Aci Fcpa-Consorzio Stabile. «Due offerte che coinvolgono quasi venti aziende leader nel mondo nel settore delle costruzioni» ha commentato Lunardi. Per l'appalto si era prequalificata la terza guidata da Strabag-Risalto, che poi si è ritirata in fase di offerta finale. Ma le gare per il Ponte di Messina non finiscono qui: a fine giugno, tra un mese, si corre per il monitoraggio ambientale nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione dell'opera. Il vincitore della gara di fatto, sarà una sorta di "cane da guardia" del general contractor in tema di ambiente. Le polemiche. Non è convinto comunque il fronte ambientalista: «una gara per modo di dire», secondo Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, che punta il dito sul ritiro di alcune imprese straniere dalla gara, «campanello d'allarme sulla fallacità del progetto dal punto di vista finanziario,ambientale e geologico». «Una gara azzoppata - incalza il Wwf - come dimostra la presenza di solo due cordate per un'opera così importante, dalle numerose defezioni dei grandi gruppi europei. Va sospesa in attesa dell'annullamento».
Sfida Impregilo-Astaldi sul ponte
Presentate le due offerte per un appalto da 4,4 miliardi. Decisione a luglio
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