Economia

Patto di stabilità, nuovo scontro Tremonti-Prodi

Per il ministro il presidente della Commissione Ue avrebbe condiviso la decisione dell'Ecofin

Il ministro italiano, prima in un'intervista, poi conversando a Roma con i giornalisti, ha lasciato intendere che Prodi alla fine avrebbe conosciuto e sostanzialmene condiviso la decisione di Ecofin. Ricostruzione che Prodi racconta in altro modo. Secondo Tremonti, infatti, «Prodi voleva fare scattare le multe per poi sospenderle subito dopo. E dopo l'opposizione di Francia e Germania, la presidenza italiana ha trovato il compromesso». La trattativa si sarebbe svolta in una riunione appartata «proprio nella stanza della presidenza italiana» (assente il presidente di turno), cui oltre Prodi erano presenti il presidente della Bce Trichet e i rappresentanti di Francia e Germania. Ma per il portavoce di Prodi, le cose non sarebbero andate propriamente così. Secondo Marco Vignudelli, infatti, «quando Eichel disse no alla proposta della Commissione, Tremonti ha allargato le braccia indicando il ministro tedesco come dire "se non è d'accordo lui non si può fare"». E a proposito delle procedure il portavoce ha voluto precisare che la possibilità di sospendere le procedure appena comminate è esplicitamente prevista dai regolamenti comunitari. I battibecchi tra i due esponenti italiani non sono serviti comunque a far cambiare posizione al commissario Solbes che ieri è tornato a prendere in considerazione l'ipotesi di impugnare davanti alla Corte di Giustizia la decisione di Ecofin. «Abbiamo messo al lavoro i nostri avvocati - ha spiegato Solbes - per valutare se ci sono i presupposti di questo ricorso». E della questione tornerà ad occuparsi l'Europarlamento in un dibattito straordinario che dovrebbe tenersi mercoledì. Questo per il crescendo di polemiche e preoccupazioni seguiti alla decisione. Anche ieri del resto non sono mancate le prese di posizione. Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet ha parlato nuovamente «di seri pericoli», facendo intravedere l'ipotesi di ripercussioni sulla politica monetaria della Ue. In questo clima Austria e Germania si sono dette pronte a ripensare il patto di stabilità in modo da adattarlo meglio alle esigenze dell'economia comunitaria. Sarebbe invece un errore andare avanti, come minaccia di fare la Commissione, con battaglie legali dall'esito incerto «che non porterebbero ad alcun progresso».

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