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"Il complesso di Antigone" al Teatro Elettra

Appuntamento imperdibile con gli attori under 35 anni della Compagnia Coturno 15

La giovane Compagnia “Coturno 15” già nella scelta del nome palesa la vocazione per il teatro antico. In Grecia gli attori del teatro tragico portavano il coturno, calzatura in cuoio allacciata sino al polpaccio, con la suola alta che slanciava l’attore, accrescendone il prestigio: perciò il termine coturno indica per antonomasia la poesia tragica. In tale gruppo di giovani sotto i 35 anni, Johannes Bramante ha ideato “Il complesso di Antigone”, spettacolo che andrà in scena al Teatro Elettra dal 10 al 13 dicembre, con un occhio ad Eschilo e a Sofocle. Antigone, personaggio sofoclèo per eccellenza (qui l’attrice Francesca Accardi) - capace di opporsi alle leggi dello Stato, in nome degli affetti e di norme non scritte, ma dono degli Dèi – agisce insieme con la sorella minore Ismene (Beatrice Messa). Esse, nella regìa di Bramante e Sara Nicolucci, vengono trasposte nell’oggi, in una società medio-orientale benestante: ma lo scontro mortale fra i loro fratelli Eteocle e Polinice, in lotta per la città di Tebe, le costringeerà ad una scelta terribile. La decisione del re di Tebe di dar sepoltura ad Eteocle che ha difeso la città, ma non a Polinice, il nemico, lasciandolo in pasto a belve e uccelli, nel testo sofoclèo spinge Antigone a contravvenire alla legge dello Stato e a seppellire il fratello Polinice, proprio perché fratello, e così vogliono gli Dèi sopra di noi. Nel testo di Bramante, le due sorelle vivono il medesimo dramma: restare nel sistema socio-culturale in cui sono vissute e che l’amato fratello Eteocle rappresenta, o difendere anche nella morte Polinice, che ha seguìto uno schema diverso di vita sociale – violento, sanguinario e contro l’Occidente – ma restando per esse un fratello altrettano amato. Il testo di Johannes Bramante si divide in tre tempi, tra i quali si apre un intermezzo visionario, in cui i protagonisti rivedono sì le loro scelte e le relative conseguenze, ma alla luce dell’oggi, della realtà dell’ISIS, nella quale i confini tra giusto e ingiusto, o fra bene e male, si accostano pericolosmente, impallidendo. Gli attori under 35 anni della Compagnia Coturno 15 – che propone testi inediti e problematici, sino allo scontro fra mondi contrapposti (“Cleopatra”, primavera 2015) - provengono da varie istituzioni: dall’Accademia Silvio d’Amico (Francesca Accardi), Polimoda di Firenze (Kai Nesselrath), Atelier Giorgio Albertazzi (Beatrice Messa), Central S.Martins School of Art di Londra (Johannes Bramante e Kai Nesselrath), ed altre. I costumi sono di Kai Raffael.

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