Dai giornali del padre Raffaello alle cartine della prima guerra mondiale fino alle cartoline dei soldati dal fronte, e poi il tavolo e i mobili del suo studio, i suoi libri, documenti inediti, manifesti, una parte della sua vita, a tre anni dalla morte. E’ il progetto espositivo organizzato dall’Archivio Storico Piero Melograni di Roma, in occasione del Centenario della Grande Guerra, visitabile fino ad oggi Presso il Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei deputati, che documenta - attraverso gli oggetti dell’epoca, materiale d’archivio cartaceo e audiovisivo - il lavoro preparatorio dello storico Melograni per la realizzazione del Volume «Storia politica della Grande guerra 1915-1918». Ad esprimere il loro contributo, nel giorno dell’inaugurazione, esponenti della realtà politica, istituzionale e del mondo della cultura: dai presidenti Franco Marini e Luciano Violante a Gianni Letta e al Ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini, oltre agli studenti del liceo Tasso di Roma, di cui fu alunno anche Melograni, protagonisti della stimolante tavola rotonda «La Guerra di Piero, come si scrive un libro di storia». Il Catalogo che si accompagna alla mostra raccoglie poi i contributi dell’amico Giorgio Napolitano, Presidente emerito della Repubblica, degli storici Cecilia Dau Novelli e Giovanni Sabbatucci, il ricordo profondo che si dipana sul filo delle emozioni della moglie Paola Severini Melograni, quello del mondo del cinema, della musica, dell’arte, con Pupi Avati, il Maestro Riccardo Muti, il giornalista Rai Roberto Olla e di molti altri. Il progetto, nato dalla volontà di far comprendere il lavoro storiografico affrontato da Melograni per descrivere l’evoluzione politica dell’Italia e dell’Europa del XX secolo partendo dalla prima guerra mondiale, avrà una visibilità internazionale, proseguendo fino al 2018 a Parigi presso la Maison d’Italia e a Dublino presso il Trinity University College, mentre a Mosca e a San Pietroburgo, insieme con atenei italiani e russi, è in programma la realizzazione di una giornata di studi con approfondimenti sul tema la «Rovina dell’ideologia» e sul libro di Melograni «Il Mito della rivoluzione mondiale. Lenin tra ideologia e ragion di stato». Memorie e parole tremendamente attuali quelle di Melograni, come quanto scriveva ne «La modernità e i suoi nemici»: «Milioni di individui emigrano dai paesi del mondo non industrializzato, centinaia di milioni sono pronti ad approfittare delle straordinarie occasioni di mobilità che la nuova società offre. I popoli ricchi hanno indici di crescita addirittura negativi, mentre i popoli poveri crescono a livelli vertiginosi. Tutto sembra essere predisposto per determinare uno sconvolgimento etnico di proporzioni planetarie. (…)Ci si trova in presenza di un avvenimento drammatico, la fine della civiltà nata più di diecimila anni or sono, e, nello stesso tempo, la civiltà nuova stenta a configurarsi» Storia e presente che si legano indissolubilmente a doppio filo.
Con Melograni in mostra il centenario della Grande Guerra
Dai giornali del padre Raffaello alle cartine della prima guerra mondiale fino alle cartoline dei soldati dal fronte, e poi il tavolo e i mobili del suo studio, i suoi libri, documenti inediti,...
