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Tozzi: "Fortunato di aver vissuto un’epoca musicale irripetibile"

Il cantante incontra i suoi fans per presentare il suo nuovo cd

Tozzi: "Fortunato di aver vissuto un’epoca musicale irripetibile"

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«Ma che spettacolo», non poteva che intitolarsi così l’ultimo lavoro di uno dei cantautori italiani più amati nel mondo, Umberto Tozzi, che dopo tre anni di silenzio discografico, torna sulle scene musicali con un nuovo album di inediti. Sarà lui in persona a presentarlo ai fan oggi alle 18 a Roma presso la Discoteca Laziale di Via Mamiami 62.

«Sarà sicuramente un bell’incontro– ci ha detto Tozzi- perché in queste occasioni ho modo di scambiare due parole con chi mi segue da tempo e che sta accogliendo con grande favore anche questo mio ultimo lavoro. Queste sono occasioni speciali, per loro è un piacere vedermi, fare foto e avere autografo sul disco e per me è altrettanto un piacere sentire questo affetto che si conferma con continuità da anni».

 

 

Come nasce il suo nuovo album di inediti?

«È un disco nato nei primi mesi di quest’anno che sentivo di dover fare. Facendo parte della vecchia guardia devo dire che se non ho l’ispirazione giusta non ho alcuna premura ad uscire con un nuovo prodotto discografico. Questa volta invece sentivo di avere le ispirazioni giuste. Sono tutte canzoni diverse che parlano d’amore ma anche di altro. "Ma che spettacolo" ad esempio è una dichiarazione esplicita del brutto spettacolo cui assistiamo oggi giorno attraverso tv e giornali. Non è comunque un disco pessimista, c’è sempre la speranza che le cose migliorino. Nel complesso lo considero un disco ispirato, completo. Con il Cd poi uscirà anche il mio primo DVD live».

 

 

Un dvd che contiene tanti successi del passato come «Notte rosa», «Se non avessi te», «Ti amo», «Gli altri siamo noi», «Si può dare di più», «Gente di mare», «Stella stai», «Tu», «Gloria» com’è stato possibile firmare tanti singoli di successo?

«Ho avuto il privilegio vivere un’epoca musicale irripetibile: dagli anni ’60 agli anni ’80 nel mondo intero c’è stato grande spazio per chi come me aveva delle cose da dire. Personalmente poi, ho avuto la fortuna di scrivere delle canzoni che sono rimaste nel tempo».

 

 

Come è cambiata la musica oggi?

«Noi avevamo l’opportunità di avere grandi collaboratori, io poi in particolare la fortuna di lavorare con un grande come Bigazzi. Stare insieme a persone competenti, confrontarsi con direttori artistici e discografici capaci vuol dire tanto. Questa è una famiglia di persone che oggi sembra non esistere più. Vedo i ragazzi di oggi un po’ allo sbaraglio, spesso per la fretta finiscono per fare delle produzioni che non sanno di nulla. La nostra fortuna era di avere accanto gente che ci aiutava e che, se si sbagliava, ci dava la possibilità di fare un secondo album, cosa impensabile per i giovani di oggi. Ultimamente poi, a parte alcune cose di Tiziano Ferro, da questa nuova generazione non ho sentito grandi canzoni popolari. Oggi si sentono delle belle voci dai ragazzi che spesso escono dai talent ma poco altro».

 

 

Una scuola e una gavetta che però oggi vi permette di arrivare a più generazioni..

«Su questo mi sento un caso abbastanza fortunato, nei miei concerti accolgo di solito tre generazioni. È emozionante».

 

 

Quando tornerà a Roma in concerto?

«Per ora sono impegnato a ultimare il tour che finirà a novembre a Ginevra, ma in primavera penserò ai nuovi live e Roma non potrà mancare».

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