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Donne turche oppresse dai maschi

Un film turco ma anche di nazionalità francese tanto che la Francia lo ha candidato all'Oscar per il miglior film straniero. È diretto dalla regista esordiente ma molto valida Deniz Gamze Ergüven che,...

Un film turco ma anche di nazionalità francese tanto che la Francia lo ha candidato all'Oscar per il miglior film straniero. È diretto dalla regista esordiente ma molto valida Deniz Gamze Ergüven che, avendo vissuto in Francia, ha potuto rendersi conto dei modi con cui sono considerate lì le donne, quasi all'opposto di come in Turchia sono considerate dagli uomini. Una presa di posizione in favore delle donne che non induce però la regista ad affrontare il tema con accenti del tutto polemici , anzi, con modi quasi sommessi. Si comincia in un paesino sul Mar Nero, alla fine dell'anno scolastico, con le allieve sui sedici anni che sciamano allegre per le vacanze finendo per andare a tuffarsi in mare ancora vestite, festosamente dedite a scherzi e a giochi del tutto innocenti. Ma gli adulti che li vedono non solo non li prendono come tali ma subito si indignano e mormorano. Con la conseguenza che cinque di loro, sorelle e orfane, allevate da una nonna comprensiva che ha però in casa un figlio rigidamente votato alle più severe tradizioni locali, sono subito punite soprattutto dallo zio che le tratta quasi come prostitute. Di colpo, dalle atmosfere solari dell'inizio si passa, sia pure in cifre sempre sospese, in climi plumbei e soffocanti che da quel momento pesano di continuo su tutta l'azione. Seguono episodi che mettono in contrasto quelle ragazze spigliatissime ed effervescenti (come i cavalli mustang con cui si intitola loro vicenda)con la realtà aspra in cui sono immerse, non solo i divieti su ogni cosa ma anche, e forse soprattutto, il peso di consuetudini ancestrali come i matrimoni combinati dai parenti. Una si piega ma deve presto subirne d'ogni colore a cominciare dal fatto che, dopo la prima notte di nozze, tutti si radunano attorno a lei pronti a ispezionare le lenzuola in cui hanno dormito gli sposi per accertarsi, in base a tracce di sangue, se la sposa sia vergine e, data la loro assenza, l'umiliazione di doversi sottoporre ad una visita ginecologica per rassicurare sia i parenti di lei, sia quelli di lui. Diverso invece l'esito del secondo matrimonio. La candidata alle nozze stavolta è la più libera delle sorelle, eccola così barricare la porta di casa per impedire la tradizionale visita del promesso sposo e dei suoi genitori per la richiesta ufficiale e darsi con un'altra sorella alla fuga verso Istanbul dover riusciranno forse a vivere più libere che non in quel loro paesino in cui gli uomini comandano e le donne obbediscono. Tutto, salvo l'inizio festoso e la rivolta finale, espresso sempre con realismo quieto lasciando che i fatti, oltre a un parco commento di una delle sorelle, parlino da soli. Si ascoltano dal principio alla fine con convinzione.

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