Spettacoli Tv

Brian May: «Io nei Queen, ma non per sempre»

Tra due giorni Freddie Mercury avrebbe compiuto 69 anni

Tra due giorni Freddie Mercury avrebbe compiuto 69 anni. Ci saranno celebrazioni (negli Hard Rock Cafè sabato verrà mostrato in anteprima un estratto di "A night at the Odeon – Live at Hammersmith 1975", mix-film che ripropone quel concerto londinese, in vendita a novembre), e chissà quale pensiero speciale riserverà all’amico scomparso il dottor Brian May. «La presenza di Freddie tra noi ancora oggi è così forte che la avvertiamo tutti i giorni. In tutti gli anni che abbiamo lavorato insieme ha contribuito a creare un mondo che esiste ancora, era un musicista generoso ed è sempre qui, in un modo buono». Pensare di sostituirlo è stato francamente impossibile: dopo la morte del cantante i Queen hanno provato a sparigliare, dapprima con l’ex leader dei Free, Paul Rodgers, e ora con Adam Lambert, con il quale stanno per varare una tranche sudamericana del tour. «Adam è stato molto bravo a non imitare Freddie, ripartiamo ma non so quanto potrà andare avanti, perché lui ha la sua carriera, e a me piace suonare con i Queen, ma non tutto il tempo e non per sempre». Attenzione, dunque: anche il chitarrista della leggendaria band sta per mollare definitivamente la presa sulla riverniciatura della memoria? E questo alla vigilia di un altro anniversario decisivo, come il quarantennale della pubblicazione di "Bohemian Rhapsody", uno dei brani decisivi dell’intera storia rock? «Quando arrivi alla mia età sono tante le date da ricordare, ma questa è importante. E oltre al dvd dell’Hammersmith, stiamo lavorando su una riproposizione dell'originale musical "We will rock you". Abbiamo il progetto di un sequel, ha un bel copione, ma si tratta di uno spettacolo imponente, difficile da produrre, vedremo». E comunque bando alla nostalgia, c’è da pensare al futuro. E al nuovo "amore" artistico di Brian, la cantante Kerry Ellis, volata con lui qui a Roma per annunciare 6 show nel nostro Paese nel 2016: l’ultimo sarà il 28 febbraio al Parco della Musica. Kerry è una quotata cantante di musical, con May ha inciso due album, il ponderoso "Anthems" e il più intimo "Acoustic by candlelight". Il prodotto più recente della coppia è la canzone "One Voice", scritta dai Wailin’ Jennys. Esulta Kerry: «Amiamo l'Italia, abbiamo un grande pubblico in questo Paese: non c'è posto migliore dove fare questi concerti». All’Arena di Verona, dove si sono esibiti nello spettacolo tv condotto da Bonolis «abbiamo ricevuto una grande carica: in quell'occasione abbiamo capito che si poteva fare qualcosa di diverso. Questo tour è la naturale prosecuzione dell'esibizione a Verona». May, dal canto suo, è dichiaratamente innamorato della voce della Ellis (con cui si esibì tre anni fa a Sanremo per Irene Fornaciari). Ma è uno che sta spesso con la testa tra le nuvole, anzi fra le stelle. Da astrofisico («dilettante, nonostante la laurea») va in brodo di giuggiole per le foto stereoscopiche di eruzioni sulla cometa Rosetta. I «colleghi» scienziati - e fans - di May hanno ribattezzato un asteroide col suo nome («Ma non sono ancora riuscito a vederlo, non so dove fluttui nel cosmo»). E se lo invitassero a partecipare a una missione spaziale, quale canzone suonerebbe con la sua amata chitarra ( dalui stesso costruita a 16 anni) "Red Special" per diffonderla nell’universo? «Buona domanda - ci risponde - forse "Is this the world we created?", per far capire come è fatto questo pianeta, con le sue bellezze. E i suoi soprusi, soprattutto sugli animali».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.