Sono passati ben ventuno anni dalla scomparsa di Domenico Modugno (6 agosto 1994) ma il suo piglio innovativo è ancora presente all'interno della musica leggera. Un'innovazione che ha avuto a che fare con l'interpretazione, con un certo modo di vivere la canzone ma anche con l'idea stessa del formato canzone che dopo Modugno non fu più la stessa. Pur rispettando i grandi padri della canzone italiana, soprattutto i compositori napoletani, l'artista pugliese ha saputo andare oltre il concetto del cosiddetto bel canto all'italiana, sostituendo al cesello e all'acuto di tradizione melodrammatica un'interpretazione più sanguigna, quasi esistenziale. La sua nota affermazione mondiale risale al 1958 con "Nel blu dipinto di blu", un brano che oltre a vincere il Festival di Sanremo di quell'anno, spazzò letteralmente via i vecchi concetti (e anche molti pre-concetti) sulla musica leggera, ma già da qualche anno il suo gusto revisionista era concretamente in atto. Basti ricordare l'aspetto folk ("U pisci spada"), una inusitata grinta nel rinnovare il repertorio napoletano ("Resta cu 'mme", "Lazzarella", "Strada 'nfosa"), per non parlare di "Musetto", con cui debuttò al Sanremo del 1956 ma solo il veste di autore. Questa sera a Polignano a Mare, sua città di nascita, così come ogni anno, hanno fatto le cose in grande. Un folto cast di artisti, rappresentati nelle più varie estrazioni, proporranno a loro modo il repertorio del Modugno interprete e autore. Fra i più attesi dai giovani Piero Pelù e Nina Zilli, rispettivamente alle prese con "Amara terra mia", "Nuda" e "Vecchio frac", ma anche Niccolò Fabi, che insieme allo Gnu Quartet riproporrà "Cosa sono le nuvole". Sarà poi la volta di Giovanni Caccamo ("Piove") e Diodato ("Addio addio", "Meraviglioso" e "Se Dio vorrà"). Non poteva mancare Ornella Vanoni, che eseguirà "Nel blu dipinto di blu" e "Tu sì na cosa grande", brano con cui vinse il Festival di Napoli del 1964 proprio insieme a Modugno. Al soprano Chiara Taigi il compito di chiudere con "Resta cu 'mme". Stefano Senardi e Maria Cristina Zoppa, direttori artistici della manifestazione, hanno voluto un cast in qualche modo sorprendente, con molti giovani che affrontano il repertorio dell'artista pugliese per la prima volta, oltre naturalmente a qualche piacevole conferma, a cominciare dalla stessa Vanoni. Dunque una manifestazione che premia l'artista, l'innovatore, l'interprete di svolta della musica leggera italiana, anche se occorre chiedersi il perché di tanto interesse alla sua cifra stilistica. Un interesse che cattura i giovani ma anche l'aspetto legato al marketing e ai bisogni degli artisti più giovani. Prova ne sia che il cinema e la pubblicità continuano a guardare con interesse al repertorio di questo assoluto maestro. Gli spot che propongono rivisitazioni delle sue canzoni (ma per fortuna molte volte si tratta di quelle originali) non si contano, anzi aumentano di anno in anno. Su questi temi proporranno delle riflessioni Rudi Assuntino e Gianni Torres, registi di due approfonditi documentari sul cantante, rispettivamente "Caro Modugno" e "Mimmo, Mimino e Mimì". La serata, presentata da Maria Cristina Zoppa e Gianmaurizio Foderaro, prevede anche un doveroso riconoscimento alle due persone che più sono state vicine a Mimmo, nella vita e nell'arte: sua moglie Franca Gandolfi (si sposarono giusto sessant'anni fa, nell'estate del 1955) e Franco Migliacci, autore di gran parte delle sue canzoni più significative. Una serata completa che affronterà anche il tema oggi più che mai attuale, ovvero la modernità di Modugno. Una modernità dietro la quale si celava il suo dinamismo, quel prodigioso camaleontismo, mai disgiunto dal talento che ne ha fatto un artista totale,in grado di calcare qualsiasi palcoscenico senza perdere di vista i suoi moduli di scrittura e di interpretazione. In anni complicati e non certo facilitati dalla tecnologia ha saputo spezzare l'immobilismo della canzone italiana, proponendo nuove strade da percorrere con un innesto basato su una libertà innovativa tale da regalare un patrimonio musicale indimenticabile. È il caso di ricordarle queste strade - in questa come in altre occasioni - soprattutto a certi artisti di nuova generazione che sbandierano successi internazionali il più delle volte appena accennati e soprattutto privi di quell'humus esistenziale che hanno caratterizzato la vita di artista e di uomo di Domenico Modugno.
Modugno vola ancora
Stasera l’evento in suo onore nella città natale di Polignano a Mare. Da Nina Zilli a Fabi fino a Piero Pelù. Supercast per le canzoni di Mimmo
