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Quella mano per il successo

La Giornata mondiale contro il pregiudizio sui mancini. Un tempo considerati quasi "inferiori" oggi a chi usa la sinistra si riconosce la genialità

Non è più la mano del diavolo piuttosto la mano della cretività, della genialità, del successo. Ne hanno fatta di strada i mancini per sconfiggere il pregiudizio che li ha sempre accompagnati. Del resto l’etimologia stessa della parola mancino non ha aiutato certo a considerare il mancinismo positivamente. Mancino deriva infatti dal latino «mancus», che è sinonimo di mutilato e storpio, così come in altre lingue il mancinismo non gode di buona fama: in inglese «left» significa sinistro, ma anche lasciato, mentre «right» significa destra, ma anche giusto, corretto; mentre in francese «gauche», cioè mancino, vuole anche dire sgraziato. Consultando poi il nostro dizionario alla voce «sinistro» troviamo: avverso, sfavorevole, funesto, minaccioso, pauroso, torvo. Insomma, la mano «sbagliata» per definizione, appendice «dell’eresia e dell’apostasia», affermava Giorgio Manganelli, evocando polemicamente la «letteratura della mano sinistra», la mano che i bambini non dovevano mai usare pena ceffoni e bacchettate sonore. È per questo che nel 1976 è stata organizzata per la prima volta dall’associazione «Lefthanders International» la Giornata Internazionale dei Mancini per ricordare le disparità passate e presenti tra mancini e destrimani. E la giornata ricorre proprio il 13 agosto perché nel 1976 quel giorno cadde di un venerdì, un venerdì 13 che rappresenta l’equivalente «scaramantico» anglosassone del nostro venerdì 17: un modo di ribadire come i mancini pensino il mondo alla rovescia. Da quella prima edizione ne sono seguite molte altre in tutto il mondo, come si sono moltiplicati gli studi legati al fenomeno. E ieri l’evento ha raggiunto un discreto successo in tutto il mondo tanto che l’hashtag #lefthanded ha raccolto migliaia di messaggi, diventando trending topic su Twitter. Ieri, dunque, 13 agosto è stata festeggiata la giornata dell’orgoglio dei mancini che, in modo divertente, invitano amici e parenti ad usare la mano sinistra per un giorno, «toccando con mano» le difficoltà di chi non usa la destra. Il mancinismo coinvolge circa l’11% della popolazione mondiale e riguarda più gli uomini che le donne ed è più frequente tra i gemelli omozigoti. È bene ricordare che soltanto recentemente sono stati anche messi a punto oggetti di uso comune creati appositamente per le persone mancine, il mouse del computer, ad esempio, ma anche forbici e ferro da stiro, così da non creare più nessuna disparità tra i destri e i mancini. Al di là della superstizione, il riscatto dei mancini lo si deve soprattutto agli studi neurofisiologici sulla laterizzazione delle funzioni cerebrali negli emisferi cerebrali, effettuate inizialmente da Michael S. Gazzaniga, e che hanno permesso di constatare ad esempio come l’emisfero sinistro sia sede del linguaggio e del pensiero logico, mentre l’emisfero destro delle emozioni, della creatività, della percezione dello spazio, dell’immaginazione e della capacità di cogliere la realtà nel suo insieme, anziché scomporla nei diversi elementi. Secondo queste teorie ai mancini, in generale, risulta più semplice pensare per immagini, invece che per concetti: l’apprendimento di un testo avviene quindi grazie alla memoria visiva, al ricordo d’insieme della pagina, acquisendo di conseguenza una visione generale dell’argomento, piuttosto che dei singoli passaggi. Interessante anche notare che tra i mancini colpiti da ictus cerebrale, solo una minima percentuale perde l’uso della parola, poiché l’accidente in genere colpisce prevalentemente l’emisfero sinistro del cervello. Insomma, creativi fino alla genialità, meno ansiosi e complessati dei destrimani e soprattutto di maggior successo. Da uno studio pubblicato dall’Institute of Fiscal Studies emerge che, su base oraria, i loro compensi sono in media fino al 5% superiori rispetto a quelli degli omologhi destrimani. Lo stesso dato non varrebbe però per le donne mancine che, al contrario, guadagnano generalmente fino al 4% in meno dei loro colleghi destri di entrambi i sessi. A confermarlo l’originalità dei mancini molti personaggi famosi del passato e attuali, da Aristotele e Carlo Magno, a Leonardo da Vinci e Albert Einstein, da Marilyn Monroe a Bob Dylan e Paul McCartney, da Angelina Jolie e Bruce Willis a Demi Moore, Whoopi Goldberg e Julia Roberts, dal presidente statunitense Barack Obama fino a molti sportivi come Diego Armando Maradona e Valentino Rossi. Vip a parte, conviene continuare a festeggiare la Giornata dei mancini fosse solo per ricordare che, in fondo, siamo proprio tutti uguali.

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