È entrato nella sua fase organizzativa più delicata e selettiva il Concorso Pianistico Internazionale «Roma» organizzato dall’Associazione Chopin, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, targa del Presidente della Repubblica e con il patrocinio delle più importanti Istituzioni dello Stato e degli enti locali, aperto a giovani pianisti emergenti, giunto quest’anno alla XXV edizione. Il Concerto dei Vincitori del concorso avrà luogo il 14 novembre 2015 presso l’Auditorium della Conciliazione. Il Chiostro di San Giovanni Battista de’ Genovesi sarà teatro della fase eliminatoria, della semifinale e della finale del concorso. Marcella Crudeli, concertista di fama internazionale formatasi, tra gli altri, con Alfred Cortot, con esibizioni sui palcoscenici di tutto il mondo, fondatrice e direttore artistico dell’Associazione Culturale «Fryderyk Chopin» e anima del Concorso Pianistico Internazionale «Roma», è tra i maggiori interpreti delle opere per pianoforte del compositore polacco. È stata titolare di cattedra di pianoforte principale nel Conservatorio di Musica «S. Cecilia» di Roma e direttore, dal 1988 al 2004, del Conservatorio Statale «Luisa D’Annunzio» di Pescara ed è Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica e Diploma di Prima Classe per i Benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. L’associazione da lei presieduta rappresenterà l’Italia nell’àmbito della International Federation of Chopin Societies, organo ufficiale della diffusione della cultura chopiniana nel mondo, nell’incontro annuale che quest’anno si terrà a Varsavia in ottobre. Maestro Crudeli, è un fiore all’occhiello dell’Italia la grande manifestazione romana. Perché il Concorso pianistico da lei voluto resta l’unica iniziativa di prestigio in un Paese come il nostro che pure vanta grandi tradizioni musicali? «La verità è che non mancano le energie e i talenti, ma piuttosto le strutture. La recente riforma dei Conservatori ha ulteriormente ridotto le risorse a disposizione, con il risultato che i giovani non possono essere seguiti con l’assiduità necessaria. La musica va vissuta ogni giorno, i giovani incoraggiati e sostenuti nella loro passione, ma devono trovare l’ambiente e i maestri giusti a indirizzarli, correggerli, incoraggiarli». L’Italia è ancora una culla di talenti o ha perduto anche questo suo storico primato? «Nella mia lunga carriera ho incontrato molti giovani con grandi possibilità, veri talenti naturali, ma il loro percorso artistico è spesso a ostacoli e perciò si rischia di perdere per strada diversi potenziali concertisti di livello alto, capaci di potersi esibire con successo sui palcoscenici più importanti a livello internazionale». Il Concorso «Roma», giunto ormai alla XXV edizione, è senza dubbio un punto fermo, grazie alla sua costanza e dedizione. Qual è il risultato raggiunto che più la inorgoglisce? «Aver promosso negli anni il più completo e gratificante scambio di esperienze fra giovani musicisti di tutto il mondo, in incontri che rappresentano un arricchimento nell’apprendimento per ciascuno di loro. Alla nostra manifestazione partecipano ragazzi cinesi, giapponesi, russi, tedeschi, australiani, tutti provenienti da scuole molto importanti, con una preparazione di altissimo livello. Questo è per me un traguardo importantissimo. Dal 1990 ad oggi, circa tremila giovani pianisti provenienti da una settantina di Paesi di cinque continenti hanno riposto in noi e nel nostro concorso pianistico una piccola parte dei loro sogni e delle loro speranze. Sono soprattutto loro a dare a noi la forza, e il coraggio, di proseguire in questo meraviglioso percorso che vuole essere un aiuto ad agevolare il loro inserimento nel mondo artistico. Grazie soprattutto a tutti loro».
Marcella Crudeli: «I giovani talenti devono avere più spazio»
È entrato nella sua fase organizzativa più delicata e selettiva il Concorso Pianistico Internazionale «Roma» organizzato dall’Associazione Chopin, con il patrocinio della Commissione Nazionale...
