È certamente una delle carte vincenti della programmazione estiva di Caracalla, incentrata innanzitutto sulla necessità primaria di far cassetta, come dimostrano gli appuntamenti extra cartellone con Bob Dylan, Elton John e Ludovico Einaudi. Ma quella con Roberto Bolle, il ballerino più amato dagli italiani, è di quelle che riescono a coniugare popolarità ed eccellenza, ovvero botteghino e qualità. E da almeno quattro anni la grande étoile scaligera, al centro di un nutrito stuolo internazionale di selezionati amici di indubbio valore, torna sul megapalco di Caracalla con il richiamo di una star del rock per regalarci pagine ballettistiche desuete o nuove accanto a quelle della migliore tradizione occidentale. Si intitola del resto «Viaggio nella bellezza» il Gala che quest’anno presenta al folto pubblico degli aficionados, ballettofili e non, e che prevede la presenza in scena di Joan Boada e Maria Kochetkova del San Francisco Ballet, i già applauditi gemelli Jiri e Otto Bubenicek rispettivamente della SemperOper di Dresda e del Balletto di Amburgo, Melissa Hamilton, Matthew Golding e Eric Underwood del Royal Ballet di Londra e Anna Tsygankova del Dutch National Ballet. In programma classici come Don Chisciotte o Excelsior ma anche Ashton, Petit (la evergreening Carmen) o John Neumeier (Opus 100) per chiudere con i contemporanei tra cui Mc Gregor, Dawson, Bubenicek o Martinez. La ragione dell’originale intitolazione della serata la dà lo stesso Bolle, accanto al quale danzerà la prima ballerina scaligera Nicoletta Manni, quando spiega che ha inteso «ricordare quanto unico sia il nostro Paese e di quale ricchezza immensa possa disporre nella cultura, nell’arte e nella natura. Ma c’è anche il desiderio di portare la grande danza in mezzo alla gente fuori dal circuito tradizionale dei teatri. L’entusiasmo caloroso della gente è stato la conferma ogni volta che la danza non è un’arte per pochi, ma un linguaggio popolare capace di affascinare grandi masse di pubblico». Del resto Caracalla è un palcoscenico davvero diverso dagli altri, «un luogo magico, perché c’è la suggestione del tempo e quella dell’arte. Ballare in questo spazio unisce la magia della danza a quella del luogo. Venire qui è ormai per me una tradizione. L’entusiasmo del pubblico romano, la forza della storia che qui riluce in tutta la sua magnificenza sono ormai per me fonte di energia e di ispirazione». Molti poi i ricordi che legano Bolle a Roma, dove ha vissuto emozioni uniche come quando ha danzato dentro il Colosseo, luogo simbolo dell’arte e della storia italiana. Si divide tra la Scala e l’American Ballet dove è principal dancer, ma sente sempre la responsabilità e l’onore di essere il punto di riferimento della danza italiana oggi nel mondo specie in un momento di crisi come questo. Per lui tecnica e bellezza sono egualmente importanti: «La bellezza però non è solo estetica – sostiene - ma anche armonia. Serve sapersi muovere con grazia. L’armonia è una speciale qualità del movimento. Poi c’è la tecnica, che si studia giorno per giorno». Nonostante abbia fatto tutto quello che una star del balletto classico possa fare, non gli mancano sogni nel cassetto come ad esempio quello di fare del cinema, se gli arrivasse una proposta seria e interessante. E ha le idee chiare Bolle sul futuro della danza che è cambiata profondamente negli ultimi anni dal punto di vista estetico, divenendo più atletica ed evolvendosi verso la ginnastica. Individua il segreto della durata di una coppia, nella vita come nella danza, nel fatto di stare insieme con gioia, condividere i momenti e rinunciare ad una parte di sé per accogliere parte dell’altro. Quello di cui questo novello Armand, Romeo e De Grieux, ruoli romantici di base classica per eccellenza, è però sicuramente e profondamente convinto è che il balletto è ancora una forma d’arte attuale capace di catturare platee giovanili, come sta dimostrando in questi anni, coinvolgendo molti ragazzi nelle piazze e nei teatri. Semmai bisogna pensare al futuro della danza che Bolle spera positivo, purchè ci sia la volontà di investire nella cultura e nell’arte, risorse di un Paese come il nostro conosciuto nel mondo per questi valori, che vanno però incentivati e valorizzati. Ed è ottimista anche sul futuro dell’Italia che certamente cercherà, con la volontà comune, di uscire dalla crisi anche se il percorso è ancora duro e impervio.
Bolle danza per i tesori d’Italia
"Questo è un luogo unico dove si sente la vera magia". Il ballerino si esibirà con le star del San Francisco Ballet
