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Passione di Cristo

Da Bassano a Bernini, da Conca a Mengs. Dipinti di Palazzo Chigi in Ariccia e altre raccolte nella della mostra a cura di Francesco Petrucci a Biella

La mostra che la Città di Biella ha inaugurato lo scorso 3 Luglio presso il Museo del Territorio Biellese presenta una raccolta di quaranta dipinti, provenienti da Palazzo Chigi di Ariccia, dalla Fondazione Marignoli di Spoleto e dalla Fondazione Amata, dal ‘500 al ‘700, del momento più drammatico e doloroso della vicenda terrena di Gesù e accompagna pressoché per intero l’estate della Passione di Sordevolo che da duecento anni si svolge in valle Elvo. Il curatore della mostra è Francesco Petrucci, docente di storia dell’arte, architetto specializzato in restauro e conservazione e conservatore del Palazzo Chigi di Ariccia, dalla cui collezione proviene la maggior parte delle opere che saranno esposte nella mostra biellese. Le opere sono una descrizione in forma artistica di alcuni dei momenti principali della Passione di Cristo, dalla sua prefigurazione biblica al culmine della crocifissione e del successivo compianto, fino alla gloria celeste della risurrezione che redime l’umanità. Per l’occasione è stato inoltre costruito, da Alessandra Montanera e Simone Riccardi, un itinerario di visita attraverso una decina di opere presenti sul nostro territorio che toccano lo stesso tema. La mostra ideata da E20Progetti e Glocal Project Consulting, ha il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, ed è il completamento storico-artistico del grande evento di Sordevolo in una visione sinergica di eventi e promozione territoriale. Durante il periodo di apertura dell’esposizione (che resterà a Biella fino al 27 settembre) si amplieranno gli orari di apertura del Museo del Territorio, il giovedì dalle 15 alle 21, introducendo la consuetudine delle aperture prolungate serali che già sono abituali nelle grandi città italiane, e il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 19 con orario continuato. La rappresentazione degli episodi della Passione di Cristo nel suo svolgimento cronologico, secondo la descrizione comparata dei Vangeli, ha fornito sicuramente il tema principale dell’arte occidentale per molti secoli. Tale illustrazione figurativa ha conosciuto un particolare impulso attraverso la devozione a San Francesco d’Assisi e lo sviluppo della tradizione francescana, che ha codificato il rito della Via Crucis, a partire dal XIV secolo ed in particolar modo tra  Cinquecento e Settecento. Un ulteriore sviluppo è avvenuto con la predicazione del francescano San Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751) e la diffusione di immagini legate alle stazioni della via Crucis. I maggiori artisti italiani tra Rinascimento e Barocco hanno dedicato straordinarie opere creative incentrate su alcuni momenti della “Passione”, da Michelangelo, a Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Bernini e tanti altri, fino a Tiepolo. La mostra si pone come complementare alla “Passione di Cristo di Sordevolo”, affiancando l’imponente rappresentazione sacra biellese con un’esposizione di dipinti incentrati sul medesimo tema, che saranno in esposizione per tutto il periodo dell’evento drammaturgico, da giugno a settembre. Viene proposta una selezione di quaranta dipinti, tra ‘500 e ‘700, in gran parte provenienti dal Palazzo Chigi in Ariccia (Roma), costituente una delle più importanti dimore storiche romane, sede del Museo del Barocco. Altre opere provengono dalla prestigiosa The Marignoli di Montecorona Foundation e da una importante collezione privata inglese. Le opere, tutte di notevole qualità, sono ordinate  seguendo alcuni dei momenti principali della “Passione di Cristo”: dalla sua prefigurazione biblica, al culmine drammatico della crocifissione e del successivo compianto, fino alla gloria celeste del Salvator Mundi, motivo di redenzione dell’umanità. Tra le opere esposte figurano dipinti di cultura michelangiolesca, come la migliore versione della celebre Orazione nell’Orto di Marcello Venusti e una straordinaria Deposizione di Jacopino del Conte, un’inedita Crocifissione firmata da Leandro Bassano, un giovanile Cristo flagellato confortato da un angelo del genovese Bernardo Strozzi, cui si affiancano capolavori di alcuni fra i principali artisti del Barocco romano: dal Cavalier d’Arpino, a Pietro da Cortona, Giovan Battista Gaulli detto “il Baciccio”, Ludovico Gimigniani, Francesco  Trevisani, Sebastiano Conca, Francesco Mancini, Corrado Giaquinto, Placido Costanzi, fino ad Anton Raphael Mengs, padre del Neoclassicismo. Il misticismo visionario del ‘600 è espresso dalla Crocifissione sul Mare di Sangue, opera ispirata ad una celebre invenzione del Bernini, nota attraverso tre esemplari principali tra cui quello di Palazzo Chigi, che il grande artista volle esporre nella sua camera da letto come motivo di preghiera e meditazione. Bernini è  presente anche con un inedito Cristo crocifisso, identico a quelli modellati con la collaborazione di Ercole Ferrata per gli altari della Basilica Vaticana, ma in argento e non in bronzo dorato. Tra gli artisti piemontesi figurano Giovan Battista Beinaschi, con gli Apostoli nella cena in Emmaus, opera di forte impatto deviozionale, e Claudio Francesco Beaumont, con una struggente Addolorata confortata da un angelo. Elenco delle opere Prefigurazione della Passione 1. Francesco Trevisani (Capodistria 1756 – Roma 1746), Cacciata dal Paradiso per il Peccato originario, olio su tela, cm. 97,5 x 73,5. Ariccia, Palazzo Chigi, in deposito da Inghilterra, collezione privata, 2. Andrea Casali (Roma 1705 – 1784), Adorazione dell’Agnello mistico da parte dei ventiquattro anziani dell’Apocalisse, olio su tela, cm. 67 x 95. Ariccia, Palazzo Chigi, collezione Lemme 3. Sebastiano Conca (Gaeta 1680 – Napoli 1764), Riposo in Egitto con Gesù Bambino e angeli, olio su tela, cm. 112 x 88. Ariccia, Palazzo Chigi, in deposito da Inghilterra, collezione privata, 4. Marco Benefial (Roma 1684 – 1764), Riposo in Egitto con San Giovanni Evangelista, olio su tela, cm. 66 x 44. Ariccia, Palazzo Chigi, collezione Lemme 5. Corrado Giaquinto (Molfetta 1703 – Napoli 1766), Cherubini con strumenti della Passione, olio su tela, cm. 45 x 36. Ariccia, Palazzo Chigi, deposito da collezione privata inglese, 6. Corrado Giaquinto (Molfetta 1703 – Napoli 1766), Madonna con Bambino e angeli con simboli della Passione, olio su tela, cm. 77 x 62,2. Ariccia, Palazzo Chigi, in deposito da Inghilterra, collezione privata. 7. Pittore romano XVIII sec., La Vergine con gli strumenti della Passione, olio su rame, cm. 61 x 49. Ariccia, Palazzo Chigi, collezione Lemme Cenacolo e cattura 8. Ludovico Gimigniani (Roma 1643 - Zagarolo 1697), L’ultima cena e la gloria dell’Eucarestia, olio su tela, cm. 65,5 x 49,5. Ariccia, Palazzo Chigi, collezione Fagiolo 9. Marcello Venusti (Mazzo nella Valtellina 1512 c.a – Roma 1579), Orazione nell’Orto, olio su tavola, cm. 53 x 71. Spoleto, The Marignoli di Montecorona Foundation, 10. Filippo Lauri (Roma 1623 – 1694), Orazione nell’Orto, olio su tela, cm. 39 x 31. Ariccia, Palazzo Chigi, donazione Peretti, 11. Giuseppe Cesari, “il Cavalier d’Arpino” (Arpino 1568 - Roma 1640), La cattura di Cristo nell’orto, olio su tavola, cm. 87,6 x 64. Ariccia, Palazzo Chigi,  collezione Fagiolo

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