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E a Caracalla tutte le perle di Elton John

Più di quarant’anni di successi mondiali: potrà pescare a piene mani dal suo sterminato repertorio, per illuminare la notte magica di Caracalla. Elton John sbarca di nuovo a Roma per una di quelle...

Più di quarant’anni di successi mondiali: potrà pescare a piene mani dal suo sterminato repertorio, per illuminare la notte magica di Caracalla. Elton John sbarca di nuovo a Roma per una di quelle sue esibizioni incentrate sulla grandeur dello scenario, oltre che dell’artista. Tutti ricordano l’estate del 2005, quel concertone gratuito ai Fori Imperiali di fronte a mezzo milione di spettatori. Stavolta, sotto l’egida del Teatro dell’Opera, metterà mano al suo pianoforte sullo stesso palco in cui pochi giorni fa si è esibito un altro gigante della storia del rock, Bob Dylan. I biglietti non sono economicissimi (da 70 a 250 euro), ma il cachet di Elton non è mai una passeggiata di salute per gli organizzatori. Però vale certamente la pena di ascoltare dal vivo l’autore di "Your Song", che a suo dire invecchiando migliora come il buon vino, e in concerto sembra divertirsi di più di sempre. Di sicuro Elton non affronta la routine delle tournée per motivi economici: uno che ha venduto più di 400 milioni di dischi potrebbe godersi una serena pensione campando semplicemente con i proventi dei diritti d’autore. Ma lui no: e se dal punto di vista artistico resta un performer di razza superiore, anche su quello privato non cede di un metro. Si è sposato nel dicembre scorso con il suo compagno di sempre, David Furnish, e poi si è infilato di petto in una sanguinosa polemica con Dolce & Gabbana a proposito della paternità in vitro. Gli stilisti avevano dichiarato: «Non ci convincono i figli della chimica, i bambini sintetici, uteri in affitto, semi scelti da un catalogo», e il cantante ha risposto loro per le rime: «Come vi permettete di dire che i miei meravigliosi figli sono "sintetici"?», ha scritto il cantante, che ha due figli ottenuti con la fecondazione in vitro con Furnish. Elton ha scagliato un anatema contro Dolce & Gabbana: «Vergognatevi! Il vostro pensiero arcaico è fuori tempo: proprio come le vostre creazioni di moda», per lanciare subito dopo su Twitter l’hashtag #boycottDolceGabbana, raccogliendo le adesioni di vip come Ricky Martin, Martina Navratilova, Courtney Love. Ma della guerra mediatica non vi sarà traccia stasera a Caracalla, dove troveranno spazio i superclassici pop di un Elton in gran forma.

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