a "cinque minuti"

Garlasco, Garofano: “I pedali? È presumibile che...”. Vespa lo fulmina

L’intervista all’ex capo dei Ris: “Quell’impronta non era utile e non conteneva sangue!”

Il generale Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma, nell’occhio del ciclone per le indagini sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco difende il lavoro svolto dai suoi uomini e ribadisce la propria posizione sulle tracce analizzate. Intervistato da Bruno Vespa a Cinque minuti, Garofano è tornato sugli accertamenti effettuati nel 2007 sul pedale della bicicletta, tornati al centro dell’attenzione dopo le nuove valutazioni della Procura di Pavia nell’inchiesta che riguarda Andrea Sempio.

«Quello che abbiamo concluso noi, e non è soltanto una mia convinzione ma anche dei consulenti della famiglia Poggi, risiede nel fatto che quell’impronta non è utile e non conteneva sangue!», ha dichiarato il generale, escludendo che vi sia stato uno scambio di campioni e sostenendo che gli esiti negativi delle analisi successive non smentiscano quelli ottenuti il 19 settembre 2007.

«È improprio dire esiti discordanti, perché le corse del 20 erano completamente nulle, non mostravano alcuna presenza del Dna», ha spiegato Garofano. Quanto alla natura della traccia, ha precisato: «Noi non abbiamo mai parlato di sangue, ma abbiamo sempre concluso dicendo che con elevata probabilità fosse sangue».

Il generale ha quindi difeso l’attendibilità del lavoro svolto dal Ris, respingendo le critiche rivolte alle analisi che hanno contribuito al quadro probatorio del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva.

«Le nostre analisi hanno avuto un’importanza comunque validata», ha affermato Garofano, che ha denunciato quella che considera una campagna di delegittimazione nei confronti suoi e dei suoi uomini. «Sono felice di essere qui proprio per reclamare la nostra onestà contro tutta la campagna di delegittimazione, la mia e quella dei miei uomini di allora, è quella del Ris che in questi giorni è stato vituperato e delegittimato in maniera veramente vergognosa».

Nel corso dell’intervista, Garofano ha affrontato anche il tema della conoscenza e dell’interpretazione dei risultati degli accertamenti tecnici da parte degli inquirenti. «Il Pubblico Ministero conosce quella che è la diagnosi definitiva, ma non conosce nello specifico quelle che sono le analisi tecniche che naturalmente vengono interpretate dai consulenti tecnici», ha spiegato, rispondendo alle domande sugli esami del pedale della bicicletta, che avevano restituito un profilo genetico riconducibile alla vittima.

Il generale ha chiarito che il consulente riferisce al pubblico ministero una sintesi dei risultati, lasciando a disposizione i dati tecnici. A proposito degli esiti degli accertamenti del 19 e 20 settembre 2007, ha detto: «È presumibile che io conoscessi questi risultati». A quel punto Vespa appare molto sorpreso da quel «presumibile», essendo quei dati cruciali per l’imputato. Garofano precisa tuttavia di non ricordare ogni dettaglio dopo 19 anni e di essersi presentato davanti al pm senza documentazione. I dati, ha aggiunto, «furono forniti nel novembre 2025...».

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